18 Marzo 2016 – Al Salone per collegare impresa e società

Torna a Genova il Salone della CSR/IS  – Corporate Social Responsibility e Innovazione Sociale, il 18 Marzo 2016, a Genova, Palazzo della Meridiana.

Salone CSR IS Genova

Una giornata di incontri tra aziende, organizzazioni sociali, istituzioni  e pubblico interessato con l’ambizione di scambiare informazioni operative o meglio ancora far nascere innovazioni volte a ad unire gli interessi dello sviluppo economico con la responsabilità di ognuno di noi nei confronti della società e dell’equilibrio.

L’edizione di Genova del Salone è organizzata da Etic Lab, e TalenTour sarà presente ad un tavolo particolarmente interessante che richiama le nostre ambizioni di collegare gli individui, le imprese e la formazione, in una rete che produca stimoli e identifichi le opportunità,

L’evento è gratuito. Informazioni e  prenotazioni tramite la pagina Event Brite del Salone.

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Nei prossimi giorni sarà disponibile il programma completo sul sito nazionale del Salone della CSR e dell’Innovazione Sociale.

 

 

Marcello Morchio

 

Global Robot Expo – La robotica “habla Español”

“Credete che sia necessario o utile realizzare dei robot uguali agli esseri umani? Con le loro stesse capacità? O non sarebbe più utile progettare degli umanoidi migliori di noi? Con un occhio, un braccio, una gamba in più? Pensate solo a quanto potrebbe essere utile un terzo occhio dietro alla testa!” – Carlos Balaguer, professore dell’Università Carlos III di Madrid, esperto di altissimo livello di robot umanoidi

Dal 28 al 31 gennaio si è tenuta a Madrid la Global Robot Expo, fiera internazionale di robotica alla sua prima edizione, ma con grandi ambizioni per il futuro e l’obiettivo di diventare un evento di riferimento come già lo sono Automatica in Germania e Innorobo in Francia.

L’evento si è svolto nel Pabellón de Cristal de la Casa de Campo e ha riunito su un’area di 8.000 metri quadri più di 50 diversi espositori, tra cui Kuka, Schunk e Igus. Sono inoltre state organizzate più di 40 conferenze con speaker conosciuti a livello mondiale per i loro lavori nel campo della robotica.

La Spagna, pur essendo uno dei Paesi europei che è stato maggiormente colpito dalla crisi, vuole tornare a crescere e ad essere competitiva e punta molto sulla robotica. Tanto che secondo l’Associazione Spagnola di Robotica e Tecnologie di Automatizzazione della Produzione (AER-ATP) nei prossimi anni saranno investiti un paio di milioni nel settore e sono previsti quasi 2 milioni di nuovi posti di lavoro. Già nel 2013 la Spagna era all’ottavo posto nel mondo, e al quarto in Europa, per numero di robot industriali installati (soprattutto nel settore automobilistico).

Sempre per questo motivo è stata fondata HispaRob (Piattaforma Tecnologica Spagnola di Robotica) che riunisce imprese e centri di ricerca per favorire la comunicazione tra le due parti, in modo che dalla ricerca si arrivi a prodotti e servizi commercializzabili e utili per la società.

Le prime tre giornate sono state principalmente rivolte agli addetti ai lavori e si sono affrontati i temi della Robotica Industriale, della Robotica Assistenziale, dei droni e delle tendenze future. L’ultima giornata è stata invece pensata per il pubblico, e in special modo per bambini e ragazzi, organizzando workshop di Arduino e competizioni fra robot.

Pur essendo una fiera in primo luogo commerciale è stato dato comunque moltissimo spazio alla ricerca proponendo conferenze di altissimo livello. Non essendo possibile raccontarle tutte vediamone tre relative alla Robotica Assistenziale.

La foca Paro

La conferenza è stata tenuta dal professor Takanori Shibata, cioè colui che ha ideato e progettato questo robot nell’ormai lontano 1993.

Paro è un robot terapeutico a forma di cucciolo di foca, il cui obiettivo è quello di indurre effetti calmanti e rilassanti simili a quelli che si hanno quando si pratica la Pet Therapy con animali veri.

È dotato di numerosi sensori che gli permettono di rispondere alle carezze muovendo il corpo e la coda e aprendo e chiudendo gli occhi, oltre ad emettere suoni di piacere. Inoltre è in grado di simulare emozioni come felicità e sorpresa, rispondere ai suoni e imparare il proprio nome.

Si è visto nel corso deli anni che Paro apporta gli stessi vantaggi di un animale (migliora l’umore, riduce lo stress, aumenta la motivazione e la socievolezza) e risolve tutta una serie di problemi legati ad allergie, possibili infezioni o anche semplicemente legati ai regolamenti degli edifici dove sono ospitati i pazienti.

È utilizzato sia per gli anziani affetti da demenza o Alzheimer, e quindi soggetti a stati di profonda ansia, sia per bambini affetti da autismo, sindrome di Down o disordini comportamentali. Ultimamente lo si sta cominciando ad utilizzare anche per alleviare le sedute di chemioterapia. Per tutto questo Paro è entrato nel Guinnes World Record come “Most therapeutic robot” nel 2008.

Perché proprio una foca? Perché cani e gatti ci sono troppo familiari e la sensazione di accarezzare qualcosa di finto prevale su tutto il resto.

Ad oggi il Paese europeo che ha maggiormente adottato questo robot è la Danimarca, da cui arriva una storia molto significativa sulle potenzialità di Paro. È stato infatti utilizzato con una donna anziana affetta da demenza, immigrata moltissimi anni prima nel Paese, e che a causa della malattia aveva dimenticato il danese e ricordava solo la lingua del suo Paese di origine. L’utilizzo del robot la aiuta a ricordare la lingua in modo che possa comunicare con le persone che la assistono.

L’esoscheletro “Exo Muscle”

La conferenza è stata tenuta dal professor Hiroshi Kobayashi dell’Università di Tokyo, che è l’inventore di questo esoscheletro dotato di muscoli pneumatici.

L’obiettivo di questo ricercatore è il seguente: “To realize the world where whoever lives can live independently”. Tema molto sentito in Giappone, dove la percentuale di anziani che vive sola perché ancora in buona salute è molto elevata.

Come tutti gli esoscheletri permette di potenziare le capacità fisiche di chi lo indossa, in questo caso in particolare si va a potenziare la forza del soggetto, che grazie a questa struttura può sollevare pesi considerevoli con poco sforzo. Infatti sono i muscoli artificiali a farsene carico andando a ridurre notevolmente la pressione agente sulla colonna vertebrale.

I suoi punti di forza sono una grande leggerezza dei muscoli (meno di 200 grammi) che riescono però a generare una forza considerevole (fino a 200 kgf). Un altro aspetto molto importante è che indossare l’esoscheletro non interferisce con gli altri movimenti o azioni che la persona può voler compiere.

Gli utilizzi sono i più diversi, infatti può essere impiegato da personale infermieristico per sollevare i pazienti, da operai addetti a lavori pesanti e ovviamente da persone affette da problemi motori. Per questo motivo esistono diverse versioni proprio in base all’uso a cui è destinato.

L’esoscheletro ha permesso a moltissime persone di recuperare le proprie capacità motorie. Sono state citate molte storie, come quella di una centenaria che dopo aver utilizzato il dispositivo per 15 minuti al giorno per tre settimane è tornata a camminare in modo fluido, o quella di una donna di 74 anni che ha recuperato l’uso della gamba sinistra, perso in seguito a un ictus, dopo 3 mesi di esercizio.

Le neuroprotesi: quando è il cervello a comandare il robot

La conferenza è stata tenuta dal professor Jose del R. Millan della Scuola Politecnica di Losanna. Qual è la protesi ideale? Questo si è chiesto Millan quando ha incominciato a fare ricerca in questo ambito e la risposta è stata: quella che utilizza gli stessi segnali neurali di un arto vero.

E come si realizza una protesi del genere? Semplicemente, si fa per dire, decifrando l’intenzione di muovere l’arto. Per farlo si monitora l’attività della corteccia, dove si trova l’astrazione del movimento desiderato.

Le difficoltà maggiori sono legate al fatto che il cervello genera moltissimi impulsi di controllo (sia intenzionali che non intenzionali) ed è quindi necessario fare studi probabilistici per capire quando davvero vogliamo fare un certo movimento e quando no (tenuto conto che tutti gli impulsi non controllati possono essere visti come un rumore del segnale desiderato).

Fra i dispositivi che già utilizzano questa tecnologia sono stati mostrati la protesi di una mano e una sedia a rotelle (Brain controlled weelchair) pensata soprattutto per quelle persone che non possono muovere il joystick.

Al momento si sta investigando sull’Intention estimation. Per capire bene questo problema, Millan ha proposto al pubblico un esercizio molto semplice: lui avrebbe mostrato un serie di immagini in rapida sequenza e le persone avrebbero dovuto battere le mani solo quando l’immagine rappresentava un animale. Sembra un esercizio semplice ma in molti casi le persone hanno dovuto frenare l’atto di battere le mani. Il tempo che intercorre tra l’inizio del movimento e il contro ordine è di circa 800 ms. Attraverso algoritmi di intelligenza artificiale si sta cercando di abbassare questi tempi nelle neuroprotesi a 200 ms. Per farlo l’algoritmo deve principalmente anticipare le vere intenzioni della persona.

Si può in conclusione dire che allo stato attuale la ricerca e l’industria sono più indirizzate verso robot che invece di andare a sostituire l’essere umano lo vanno ad affiancare e ad aiutare. Non solo da un punto di vista assistenziale ma anche da un punto di vista produttivo. Sono infatti moltissime le aziende, a partire da Kuka, che puntano su bracci robotici pensati per lavorare nelle catene di montaggio in sinergia con un operaio in completa sicurezza.

Parallelamente si stanno anche sviluppando robot che possano sostituirsi all’uomo per dare indicazioni e/o informazioni, per insegnare (emblematico il caso di un professore giapponese che ha realizzato una sua copia robotica per tenere lezioni all’università via controllo remoto) o per aiutare i bambini nei compiti a casa. La domanda spontanea è se davvero robot di questo tipo siano utili o se in certi casi non sarebbe meglio poter dialogare con una persona vera. Dopotutto, come ha constatato Takanori Shibata, accarezzare un gatto robotico non ci darà mai le stesse sensazioni di accarezzare un gatto vero.

 

SilviaTerrileSilvia Terrile: sta attualmente svolgendo un tirocinio di 6 mesi nell’ambito del progetto Erasmus presso il Centro di Automatica e Robotica del Consiglio Superiore di Investigazione Scientifica a Madrid (CAR-CSIC).
Il lavoro svolto in questo tirocinio sarà l’oggetto della sua tesi per conseguire la laurea magistrale in Ingegneria Meccanica presso l’Università di Genova

TalenTour al Gala Night dei talenti di AIESEC

AIESEC

Ci stiamo preparando per un mondo che ancora non esiste.

Sentire la responsabilità  di formarsi per avere un impatto sul mondo: questo è lo spirito con il quale i ragazzi di AIESEC si organizzano e si impegnano, cercando e creando occasioni di crescita uniche.

Questa fiducia ed energia ci hanno conquistati, ed evidentemente anche loro hanno trovato interessante l’attività di TalenTour, che siamo stati invitati a presentare al gruppo Genovese di AIESEC in occasione della Gala Night del 28 Gennaio scorso.

Le esperienze in contatto con il mondo delle aziende sono il principale veicolo di crescita usato da questa dinamica associazione giovanile, caratterizzata dalla capacità  di rimboccarsi le maniche ed impegnarsi nel crearsi le proprie opportunità.  Con grande vivacità il gruppo di AIESEC ha fatto il bilancio dell’anno passato ed ha presentato i programmi per il 2016, che includono la novità della collaborazione con TalenTour:  oltre che partecipando alle nostre visite, gli studenti potranno collaborare partecipando alle fasi preparatorie  e mettendosi alla prova con la comunicazione e la gestione degli eventi.

A questo link le informazioni per collaborare con TalenTour

Per noi “giovani dentro” collaborare con i ragazzi di AIESEC è super stimolate: insieme all’opportunità di reverse mentoring, la passione e l’energia che abbiamo trovato ci hanno dato la certezza che il futuro è in buone mani!

Marcello Morchio

 

AIESEC è  il più grande network internazionale gestito interamente da giovani studenti universitari il cui obiettivo è creare un impatto positivo attraverso esperienze di sviluppo della leadership.

E’ presente in 124 Paesi nel mondo e in 2400 università (di cui 30 in Italia) e conta più di 86,000 membri.
Le opportunità offerte aiutano i giovani a esplorare il proprio potenziale, sviluppando quelle capacità e competenze pratiche richieste al giorno d’oggi, e permettono di  vivere una vera esperienza globale per diventare cittadino del mondo.

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