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Il futuro è oggi: La robotica di Genova sul palco dell’I3 di Chicago

fabrizioUn evento speciale dedicato all’industria italiana, in cui la robotica genovese ha mostrato il suo grande valore. Grazie a Fabrizio Tubertini, abbiamo l’onore di una relazione diretta da qualcuno che alla manifestazione ha partecipato tra i protagonisti. E non è un caso se sul palco dell’I3 dove si incontrano le eccellenze italiane troviamo due realtà che come TalenTour conosciamo bene ed abbiamo incontrato fin dall’inizio: Telerobot Labs ed IIT.


 

Accade sovente nei film, ma confermo che succede anche nella realtà… un giorno qualsiasi (meno di un mese fa) squilla il telefono in Telerobot Labs, realtà attiva da circa 25 anni nel campo delle soluzioni robotiche (we solve problems through robotics): è l’ICE (Istituto per il Commercio Estero) che chiama… ci vogliono a Chicago il 30 marzo per il Manufacturing Forum.

 

“invexendo” è l’unica parola per descrivere lo stato d’animo che ci pervade: I3 Impact Innovate Integrate Italian and US discussion on manufacturing trends, questo il titolo del convegno al quale il nostro Founder David Corsini è invitato a raccontare la nostra storia, ma soprattutto il futuro che intravediamo in un panel dal titolo Robotics and Addictive Manufacturing insieme ad Arturo Baroncelli, Director of Business Relations, COMAU ed il Prof. Giorgio Metta dell’IIT di Genova, il tutto moderato da Kathleen Kennedy, President, MIT Technology Review, mica pizza e fichi.

ecco il video del Panel con David Corsini e Giorgio Metta

Ecco, già questa sarebbe una notizia: due realtà genovesi (TLabs & IIT), vengono inviate negli USA, insieme a Comau (un colosso!), a raccontare la loro vision nella patria dell’automazione industriale mondiale: Chicago.

invece c’è molto di più… infatti (e lo avrete sicuramente letto sui giornali in questi giorni), il 30 marzo fa tappa “con noi” anche il Premier Matteo Renzi, che apre il convegno al quale siamo stati invitati insieme al Sindaco della città Rahm Emanuel che, oltre ad essere il Mayor, è stato il Chief of Staff di un suo concittadino illustre che risiede tutt’ora a Washington: Barak Obama.

Renzi-Emanuel
Cliccando sull’immagine, si va alla pagina dell’evento!

Insomma standing stellare… citarli tutti sarebbe impossibile e – soprattutto – noioso per chi ha la pazienza di leggere fino in fondo questo articolo. Giornata di scambio e networking Italia-USA di altissimo profilo patrocinata da Presidenza del Consiglio, Confindustria ed ICE.

Ma tutto questo è la cornice, in realtà il 30 marzo è stata una di quelle giornate  da 48 ore anziché 24: alle 8.45 eravamo già in business brunch al Drake, un hotel che è un vero landmark di Chicago. La sorpresa è che mentre si alternano i rappresentanti ufficiali della delegazione ed il Sottosegretario (Ivan Scalfarono), arriva anche il Premier Renzi per un saluto veloce e per raccontarci le motivazioni che lo hanno spinto a volere fortemente una giornata di questo tipo. C’è spazio anche per domande e risposte veloci, insomma un inizio frizzante.

12932931_10207810432851235_4790612950231468959_nCome dicevo il programma è intenso e nel giro di poco veniamo trasferiti in pullman all’U+I Labs di Chicago, dove U+I sta per Universities plus Innovation, uno dei 20 incubatori voluto fortemente dal Presidente Obama per rilanciare l’innovazione tecnologica negli USA, e su questo ci sarebbe molto da riflettere. Qui c’è l’occasione per visitare la struttura, molto grande e moderna naturalmente, e ricevere un briefing sull’opportunità di stabilire una propria sede commerciale a Chicago, terza città degli Stati Uniti… ed anche qui c’è da imparare su come si “vende” il proprio territorio al meglio.

A questo punto speakers dei panel del pomeriggio e resto della delegazione vengono separati, in quanto i relatori incontrano i rispettivi moderatori e vengono informati sulle modalità di svolgimento dell’evento. Malgrado ciò, il programma della visita è comunque identico per resto del gruppo e speakers. Proseguiamo quindi con un veloce business lunch presso l’incubatore dove, per la prima volta, ci “mischiamo” alle controparti USA. Il parterre è assolutamente ad hoc e molto interessato ed attento alle proposte italiane. Il Team di Telerobot Labs, come al solito direi, si presenta con il giubbotto rosso aziendale che si rivela un simpatico escamotage… tutti vogliono conoscere the guys with the red jacket (ci siamo presentati così durante la veloce passerella introduttiva delle aziende partecipanti). La mattinata scorre veloce e gli scambi di informazioni, sembra uno business speed date, avvengono ad un ritmo sostenuto, ma ci piace così: pochi convenevoli e tanta sostanza. Dopo esserci rifocillati ed aver riempito le tasche di biglietti da visita dei nuovi contatti, veniamo nuovamente trasferiti, destinazione Università di Chicago. Qui, al sesto piano della sede dell’Ateneo  (che è un grattacielo in pieno centro), inizia la parte ufficiale.

I nomi da citare sarebbero troppi… naturalmente il Sindaco Ospitante ed il nostro Premier, preceduti dall’Ambasciatore Italiano negli US (il Dott. Verricchio), ci danno il benvenuto ed aprono le danze. Il pomeriggio è molto intenso, sala piena anche di TV e giornalisti (molti gli Italiani presenti al seguito del Premier). L’attenzione, riscontriamo poi, è focalizzata su quello che dirà Renzi e – successivamente – sul breve incontro con la stampa che concederà l’AD di FCA Sergio Marchionne. Sul contenuto vero dell’evento, cioè cosa hanno da raccontare le imprese ed i centri di eccellenza italiani, cala un po’ l’attenzione dei reporters nostrani, mentre quelli locali si affannano a fare domande ai relatori nel post evento. La vera sorpresa della giornata però, che si conclude con cena di gala dei relatori, insieme a moderatori, Sindaco, Premier ed Autorità varie, è proprio lui Sergio Marchionne: seduto in prima fila, non si è distratto un attimo, non ha perso una parola, quando ha avuto occasione ha fatto domande per “capire meglio”, non una distrazione, non un telefonino con cui messaggiare: una presenza vera ed attenta da parte dell’esponente di spicco di un gruppo che sicuramente può trarre vantaggio dall’hegde tecnologico rappresentato dalle eccellenze che hanno sfilato davanti a lui quel pomeriggio del 30 marzo. Per quanto ci riguarda un’occasione per farci conoscere ad un pubblico vasto e di qualità al quale confidare le nostre ambizioni di allargare gli orizzonti agli USA, non da semplici esportatori ma da azienda che trasferisce parte dei propri interessi oltreoceano… vedremo.

Ci sono sicuramente dei doverosi ringraziamenti da fare, perché organizzare questi eventi non è facile e renderli di successo lo è ancora meno; naturalmente le Istituzioni hanno fatto la loro parte: Presidenza del Consiglio, Missione Diplomatica Italiana negli USA, ICE e Confindustria naturalmente, ma a noi piace ricordare le persone che – sul campo – abbiamo visto fare la differenza: il DG di ICE e la Dottoressa Bisson di Confindustria, hanno fatto si che le aziende si siano sentite parte di una squadra, che gioca si in trasferta, ma conscia delle proprie capacità, e parte di progetto. Una bella e gradita novità per chi si reca all’estero a fare business.

Fabrizio Tubertini

 

 

 

 

 

 

Global Robot Expo – La robotica “habla Español”

“Credete che sia necessario o utile realizzare dei robot uguali agli esseri umani? Con le loro stesse capacità? O non sarebbe più utile progettare degli umanoidi migliori di noi? Con un occhio, un braccio, una gamba in più? Pensate solo a quanto potrebbe essere utile un terzo occhio dietro alla testa!” – Carlos Balaguer, professore dell’Università Carlos III di Madrid, esperto di altissimo livello di robot umanoidi

Dal 28 al 31 gennaio si è tenuta a Madrid la Global Robot Expo, fiera internazionale di robotica alla sua prima edizione, ma con grandi ambizioni per il futuro e l’obiettivo di diventare un evento di riferimento come già lo sono Automatica in Germania e Innorobo in Francia.

L’evento si è svolto nel Pabellón de Cristal de la Casa de Campo e ha riunito su un’area di 8.000 metri quadri più di 50 diversi espositori, tra cui Kuka, Schunk e Igus. Sono inoltre state organizzate più di 40 conferenze con speaker conosciuti a livello mondiale per i loro lavori nel campo della robotica.

La Spagna, pur essendo uno dei Paesi europei che è stato maggiormente colpito dalla crisi, vuole tornare a crescere e ad essere competitiva e punta molto sulla robotica. Tanto che secondo l’Associazione Spagnola di Robotica e Tecnologie di Automatizzazione della Produzione (AER-ATP) nei prossimi anni saranno investiti un paio di milioni nel settore e sono previsti quasi 2 milioni di nuovi posti di lavoro. Già nel 2013 la Spagna era all’ottavo posto nel mondo, e al quarto in Europa, per numero di robot industriali installati (soprattutto nel settore automobilistico).

Sempre per questo motivo è stata fondata HispaRob (Piattaforma Tecnologica Spagnola di Robotica) che riunisce imprese e centri di ricerca per favorire la comunicazione tra le due parti, in modo che dalla ricerca si arrivi a prodotti e servizi commercializzabili e utili per la società.

Le prime tre giornate sono state principalmente rivolte agli addetti ai lavori e si sono affrontati i temi della Robotica Industriale, della Robotica Assistenziale, dei droni e delle tendenze future. L’ultima giornata è stata invece pensata per il pubblico, e in special modo per bambini e ragazzi, organizzando workshop di Arduino e competizioni fra robot.

Pur essendo una fiera in primo luogo commerciale è stato dato comunque moltissimo spazio alla ricerca proponendo conferenze di altissimo livello. Non essendo possibile raccontarle tutte vediamone tre relative alla Robotica Assistenziale.

La foca Paro

La conferenza è stata tenuta dal professor Takanori Shibata, cioè colui che ha ideato e progettato questo robot nell’ormai lontano 1993.

Paro è un robot terapeutico a forma di cucciolo di foca, il cui obiettivo è quello di indurre effetti calmanti e rilassanti simili a quelli che si hanno quando si pratica la Pet Therapy con animali veri.

È dotato di numerosi sensori che gli permettono di rispondere alle carezze muovendo il corpo e la coda e aprendo e chiudendo gli occhi, oltre ad emettere suoni di piacere. Inoltre è in grado di simulare emozioni come felicità e sorpresa, rispondere ai suoni e imparare il proprio nome.

Si è visto nel corso deli anni che Paro apporta gli stessi vantaggi di un animale (migliora l’umore, riduce lo stress, aumenta la motivazione e la socievolezza) e risolve tutta una serie di problemi legati ad allergie, possibili infezioni o anche semplicemente legati ai regolamenti degli edifici dove sono ospitati i pazienti.

È utilizzato sia per gli anziani affetti da demenza o Alzheimer, e quindi soggetti a stati di profonda ansia, sia per bambini affetti da autismo, sindrome di Down o disordini comportamentali. Ultimamente lo si sta cominciando ad utilizzare anche per alleviare le sedute di chemioterapia. Per tutto questo Paro è entrato nel Guinnes World Record come “Most therapeutic robot” nel 2008.

Perché proprio una foca? Perché cani e gatti ci sono troppo familiari e la sensazione di accarezzare qualcosa di finto prevale su tutto il resto.

Ad oggi il Paese europeo che ha maggiormente adottato questo robot è la Danimarca, da cui arriva una storia molto significativa sulle potenzialità di Paro. È stato infatti utilizzato con una donna anziana affetta da demenza, immigrata moltissimi anni prima nel Paese, e che a causa della malattia aveva dimenticato il danese e ricordava solo la lingua del suo Paese di origine. L’utilizzo del robot la aiuta a ricordare la lingua in modo che possa comunicare con le persone che la assistono.

L’esoscheletro “Exo Muscle”

La conferenza è stata tenuta dal professor Hiroshi Kobayashi dell’Università di Tokyo, che è l’inventore di questo esoscheletro dotato di muscoli pneumatici.

L’obiettivo di questo ricercatore è il seguente: “To realize the world where whoever lives can live independently”. Tema molto sentito in Giappone, dove la percentuale di anziani che vive sola perché ancora in buona salute è molto elevata.

Come tutti gli esoscheletri permette di potenziare le capacità fisiche di chi lo indossa, in questo caso in particolare si va a potenziare la forza del soggetto, che grazie a questa struttura può sollevare pesi considerevoli con poco sforzo. Infatti sono i muscoli artificiali a farsene carico andando a ridurre notevolmente la pressione agente sulla colonna vertebrale.

I suoi punti di forza sono una grande leggerezza dei muscoli (meno di 200 grammi) che riescono però a generare una forza considerevole (fino a 200 kgf). Un altro aspetto molto importante è che indossare l’esoscheletro non interferisce con gli altri movimenti o azioni che la persona può voler compiere.

Gli utilizzi sono i più diversi, infatti può essere impiegato da personale infermieristico per sollevare i pazienti, da operai addetti a lavori pesanti e ovviamente da persone affette da problemi motori. Per questo motivo esistono diverse versioni proprio in base all’uso a cui è destinato.

L’esoscheletro ha permesso a moltissime persone di recuperare le proprie capacità motorie. Sono state citate molte storie, come quella di una centenaria che dopo aver utilizzato il dispositivo per 15 minuti al giorno per tre settimane è tornata a camminare in modo fluido, o quella di una donna di 74 anni che ha recuperato l’uso della gamba sinistra, perso in seguito a un ictus, dopo 3 mesi di esercizio.

Le neuroprotesi: quando è il cervello a comandare il robot

La conferenza è stata tenuta dal professor Jose del R. Millan della Scuola Politecnica di Losanna. Qual è la protesi ideale? Questo si è chiesto Millan quando ha incominciato a fare ricerca in questo ambito e la risposta è stata: quella che utilizza gli stessi segnali neurali di un arto vero.

E come si realizza una protesi del genere? Semplicemente, si fa per dire, decifrando l’intenzione di muovere l’arto. Per farlo si monitora l’attività della corteccia, dove si trova l’astrazione del movimento desiderato.

Le difficoltà maggiori sono legate al fatto che il cervello genera moltissimi impulsi di controllo (sia intenzionali che non intenzionali) ed è quindi necessario fare studi probabilistici per capire quando davvero vogliamo fare un certo movimento e quando no (tenuto conto che tutti gli impulsi non controllati possono essere visti come un rumore del segnale desiderato).

Fra i dispositivi che già utilizzano questa tecnologia sono stati mostrati la protesi di una mano e una sedia a rotelle (Brain controlled weelchair) pensata soprattutto per quelle persone che non possono muovere il joystick.

Al momento si sta investigando sull’Intention estimation. Per capire bene questo problema, Millan ha proposto al pubblico un esercizio molto semplice: lui avrebbe mostrato un serie di immagini in rapida sequenza e le persone avrebbero dovuto battere le mani solo quando l’immagine rappresentava un animale. Sembra un esercizio semplice ma in molti casi le persone hanno dovuto frenare l’atto di battere le mani. Il tempo che intercorre tra l’inizio del movimento e il contro ordine è di circa 800 ms. Attraverso algoritmi di intelligenza artificiale si sta cercando di abbassare questi tempi nelle neuroprotesi a 200 ms. Per farlo l’algoritmo deve principalmente anticipare le vere intenzioni della persona.

Si può in conclusione dire che allo stato attuale la ricerca e l’industria sono più indirizzate verso robot che invece di andare a sostituire l’essere umano lo vanno ad affiancare e ad aiutare. Non solo da un punto di vista assistenziale ma anche da un punto di vista produttivo. Sono infatti moltissime le aziende, a partire da Kuka, che puntano su bracci robotici pensati per lavorare nelle catene di montaggio in sinergia con un operaio in completa sicurezza.

Parallelamente si stanno anche sviluppando robot che possano sostituirsi all’uomo per dare indicazioni e/o informazioni, per insegnare (emblematico il caso di un professore giapponese che ha realizzato una sua copia robotica per tenere lezioni all’università via controllo remoto) o per aiutare i bambini nei compiti a casa. La domanda spontanea è se davvero robot di questo tipo siano utili o se in certi casi non sarebbe meglio poter dialogare con una persona vera. Dopotutto, come ha constatato Takanori Shibata, accarezzare un gatto robotico non ci darà mai le stesse sensazioni di accarezzare un gatto vero.

 

SilviaTerrileSilvia Terrile: sta attualmente svolgendo un tirocinio di 6 mesi nell’ambito del progetto Erasmus presso il Centro di Automatica e Robotica del Consiglio Superiore di Investigazione Scientifica a Madrid (CAR-CSIC).
Il lavoro svolto in questo tirocinio sarà l’oggetto della sua tesi per conseguire la laurea magistrale in Ingegneria Meccanica presso l’Università di Genova

LuBeC 2015

Versione Italiana

LuBeC 2015 was the first events where TalentTour succesfully experienced the Special Envoys formula and, of course, we go now to introduce

MarcoTedeschi Marco Tedeschi has a degree in electronic engineering. After many years of experience as an employee in the ICT sector, he founded his company, SmartEden , with the mission of innovate by smart technology and effective management
Marco Gandino Marco Gandino has a degree in Philosophy Aesthetics. He has curated several exhibitions of emerging artists from Cuneo and its province and takes care of historical reconstruction within the associations Terra Taurina and La-Storia

And now a short summary from our envoys.

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Internet Festival 2015 – Shaping the Future

Versione Italiana

Following the succesful experience of TT’s Special Envoys, this time we are glad to introduce you Nicola Ciulli, special envoy at Internet Festival 2015 in Pisa.

Nicola CiulliNicola Ciulli is co-founder and head of Research & Development activities at Nextworks, an innovative & dynamic SME, based in Tuscany, Italy, with a lot of investment in R&D activities. He holds a degree in Telecommunication Engineering from the University of Pisa and SSSUP S. Anna (1997). He is a frequent keynote speaker representing SME perspectives on Future Internet & Networking contexts, and serves as external expert in EC evaluations, project reviews and call observations, with 10+ years of experience (FP6, FP7 and H2020)

Nicola attended to an expert session (Evolution and Revolution in the Internet), organized by Stefano Giordano from the  Telecommunication Network research Group at University of Pisa together with Gino Carrozzo from Nextworks to highlight some of the major technological advancements of the future Internet.

 

But let Nicola to tell us about his experience.


 

The main goal was to discuss with invited experts from leading industries and researchers how Software Defined Networking, Network Function Virtualization and RINA can change and enhance the networks and the services in the Internet.
A unique opportunity for researchers, students and network enthusiasts to get highlights on the major strategic directions in this area, having also the opportunity to identify frameworks for engaging with the community of telcos, vendors and researchers who are implementing this Internet change.
The event has been sponsored by the PRISTINE project, funded by the European Commission under FP7, where Nextworks is participating.

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The Internet has grown to a point that it interconnects billions of users, who run a wide range of networking application and exchange petabytes of data through the network. It is quite unanimous opinion that the Internet – and the packet network in general – innovated lifestyles and made obsolete the communications made possible by the traditional circuit switched telephone and television networks. However, the size, architecture and scope of the current Internet make innovation and long-term sustainability very difficult, since even minor changes happen through the accretion of point solutions

In the last decade networks, servers, storage technologies, and applications have all undergone significant changes with the introduction of virtualization, network overlays, and orchestration. Such technologies have allowed network operators and service providers to easily introduce a variety of (proprietary) hardware-based appliances in order to improve their network manageability as well as rapidly launch new services, keeping up with the pace of their users demand. The current Internet looks like a concatenation of networks with many distributed functions, implemented via a plethora of highly specialized middle boxes for firewalls, deep-packet inspection (DPI), Network Address Translation (NAT) , traffic scrubbing, etc. Software Defined Networking (SDN), Network Functions Virtualization (NFV), Service Function Chaining (SFC) and programmable network flow processing platforms, possibly based on commodity hardware, are emerging with the promise to evolve towards high flexibility the architecture of our networks

Similarly, the new traffic patterns (e.g. within the data centers) and the forecasted volumes of connected devices demand for a move beyond the current TCP/IP architecture of the Internet, to overcome limitations and constraints in layering, addressing, security, quality of service, mobility. RINA (Recursive InterNetwork Architecture) is emerging as clean slate network architecture based on the fundamental principle that networking is only distributed inter-process communication.

Nicola Ciulli


So thanks to TalenTour’s Special Envoy Nicola Ciulli for telling us about the Evolution and Revolution in the Internet


Cover Image: thanks to Tuscanypeople

LuBeC 2015: l’innovazione al servizio della cultura

English Version

Con il LuBeC 2015, TalentTour ha sperimentato con successo la formula degli inviati speciali che, ovviamente andiamo subito a presentarvi.

MarcoTedeschiMarco Tedeschi è laureato in ingegneria elettronica. Dopo una pluriennale esperienza, come dipedente, nel settore ICT ha fondato la sua azienda, SmartEden, con la missione di innovare tramite tecnologia smart e management efficace
Marco GandinoMarco Gandino è laureato in Filosofia Estetica. Ha curato alcune mostre di artisti emergenti del cuneese e si occupa di ricostruzione storica all’interno della associazioni Terra Taurina e La-Storia

E dopo aver presentato i nostri inviati speciali lasciamo spazio a loro

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