Laura Rossi - H-Maps e TalenTour

H-Maps – la mappa digitale per l’iter terapeutico

Nella sede di Nextage il quarto ed ultimo Pint Of Talent con le startup premiate in SmartCup

Siamo giunti al quarto ed ultimo appuntamento con le startup premiate da TalenTour in SmartCup Liguria 2016 (qui il post relativo alla premiazione). Il 20 Dicembre abbiamo incontrato Laura Rossi, aspirante imprenditrice e ideatrice di H-MapsBarbara Canesi e Stefania Scopelliti di Nextage partner che contribuisce al progetto.

H-Maps Nextage at TalenTour
Barbara Canesi (Nextage) Laura Rossi (H-Maps) Stefania Scopelliti (Nextage)

Tutte e tre insieme ci hanno raccontato in cosa consiste l’idea innovativa di H-Maps, premiata da TalenTour per la categoria “Life Science”.

All’incontro con il team di  H-Maps, ha partecipato un advisor di eccezione Sergio Paddeu, Grant Program Manager di ESAOTE.

Sergio ha portato a beneficio della discussione la sua competenza ed esperienza professionale aiutando cosi’ a mettere a fuoco gli aspetti collegati al modello di business e le potenzialita’ dell’idea che sta alla base di H-Maps. La presentazione è stata l’occasione per entrare più nel dettaglio del progetto e delle varie fasi realizzative ed ha dato luogo a diversi approfondimenti in conseguenza degli spunti che non sono mancati.

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Luogo dell’incontro e’ stata la sede di Nextage, azienda nata nel 2008 grazie ad alcuni bioingegneri dell’Universita’ di Genova, con focus su soluzioni software innovative dedicate all’healthcare.

Il progetto

Quando abbiamo incontrato Laura, Barbara e Stefania ci hanno raccontato con entusiasmo di H-Maps e del relativo progetto imprenditoriale che ha oramai raggiunto un avanzato livello di maturita’ e di come stanno ora procedendo speditamente verso i prossimi passi. Questo anche grazie all’esperienza proveniente da Nextage che si e’ riversata efficacemente sul progetto H-Maps.

Un po’ di storia: l’idea nasce da Laura che ad un certo punto ha visto complicarsi la sua vita quando si e’ ritrovata ad affrontare la diagnosi del Linfoma di Hodgkin, ed e’ improvvisamente passata dalla parte di chi veste il camice di studentessa di tecniche di radiologia a quella di paziente.

Come succede in questi casi, si instaura un senso di paura, ti senti perduto, provi una sensazione di disperazione. Ecco allora l’idea della mappa per indicare cosa devo fare, dove e quando. Il medico usa un linguaggio tecnico, sorge una sensazione di inferiorita’, e spesso internet diventa lo strumento per calmare ansie e paure.

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Per citare una parafrasi emersa durante la discussione, la mappa “copre l’ultimo miglio” ma non e’ ideata per sostituirsi al medico, piuttosto per rispondere ad una bisogno primario che e’ quello di gestire il disorientamento iniziale del paziente ed accompagnarlo durante l’iter terapeutico, fino a compimento. Quindi a forte impatto emotivo.

Come punto caratteristico della mappa va sottolineato che e’ personalizzata per la struttura ospedaliera a cui si applica e per la patologia del paziente che la usa, perche’ l’orientamento deve essere ritagliato sulle esigenze specifiche. Quindi con un forte impatto anche in tema di user experience.

Abbiamo dato uno sguardo al confronto con i competitors da cui e’ emerso un nutrito schieramento di applicazioni di origine USA che forniscono una descrizione generica per una o piu’ patologie. Anche se costituiscono dei verticals di indubbio valore social ed hanno dalla loro parte la validazione del centro scientifico diagnostico o di cura di riferimento, il posizionamento di H-Maps e’ ben diverso, e non si rilevano applicazioni simili nemmeno in Europa.

Tra i punti a favore di H-Maps va citato il prezioso lavoro di marketing e communication fatto finora. E non sono mancati i riscontri: crowfounding con WithYouWeDo di TIM e raccolta di 40.000 Euro, video promozionale che ha raggiunto le 10.000 visualizzazioni ed e’ stato premiato nel corso del 2016 come miglior video per storytelling nell’ambito del sociale. Partecipazione al bando per i I migliori progetti d’impresa nel campo delle scienze della vita promosso da BioUpper (Novartis e Fondazione Cariplo), dove hanno partecipato 151 progetti,  20 selezionati per il pitch previsto il 10 Gennaio prossimo.

L’app per uso su smartphone e’ in corso di sviluppo, al momento e’ in versione alfa, e la versione beta e’ in corso di completamento. E’ stato formalizzato un patent corrispondente ad un brevetto italiano. Ad integrazione, e’ prevista una versione infografica in formato cartaceo per non escludere chi e’ poco avvezzo all’uso dei cellulari di nuova generazione.

L’obiettivo piu’ a lungo termine e’ quello del “bigdata market”, perche’ H-Maps e’ predisposta a ricevere direttamente dal paziente informazioni riguardo la qualita’ di vita durante l’iter terapeutico. Queste sono valutazioni che si perdono, perche’ il medico controlla lo stato del paziente con dati ematochimici, ed il paziente non riporta il dettaglio delle problematiche e dello stato d’animo, manca un feedback immediato sul vissuto quotidiano.

Per perseguire questo obiettivo e’ prevista la scalabilita’ del progetto: coprire piu’ patologie, piu protocolli della stessa specialita’ o di diverse specialita’. E sarebbe applicabile anche al settore pediatrico.

Ma la domanda che a questo punto ci siamo posti insieme all’interessato advisor e’: OK tutto bello ma come fare business per dare sostenibilita’ all’idea?

La mappa e’ gratuita per gli utenti, deve essere l’ospedale che veicola la mappa al paziente, in modo che l’ospedale rivesta il ruolo di ente coinvolto e motivato.

Lo strumento di base serve a far sì che il paziente si sente seguito e va quindi a coprire la mancanza di una presenza costante da parte di un medico specialista lungo il percorso terapeutico. Ma anche se la parte emotiva e di contesto e’ chiara,  rimane da identificare chi compra l’applicativo e fa suo il progetto.

In definitiva, e’ importante lavorare su un primo case study: il piano e’ in piedi con l’ospedale San Martino che nel 2017 diventera’ il contesto per una prima mappa, e per usare il centro come applicazione pilota di validazione e user experience, per poi studiare il business model in parallelo.

Gli advisor

Il dominio applicativo del progetto ha richiesto l’intervento di competenze nell’area delle tecnologie per prodotti e/o servizi innovativi in ambito healthcare. Importanti sono state le considerazioni che sono emerse in modo da coprire al meglio le relative tecnologie, i possibili campi applicativi, evidenziare la criticita’ delle pratiche e procedure nel campo delle organizzazioni sanitarie, e non da ultimo mettere a fuoco il modello di business del servizio di H-Maps.

L’advisor che ha supportato il Pint of Talent con H-Maps: Sergio Paddeu
L’advisor che ha supportato il Pint of Talent con H-Maps: Sergio Paddeu

Questa e’ la lista completa degli advisor che si sono resi disponibili a supportare il progetto H-Maps:

  • Sergio Paddeu, R&D Manager presso ESAOTE, con precedenti esperienze professionali in EbitAET EbitSanità, Polo Nazionale Bioelettronica, ha due lauree dell’Universita’ di Genova: Medicina e Chirurgia ed Ingegneria.
  • Matteo Santoro, socio fondatore e successivamente amministratore delegato della società Camelot Biomedical Systems Srl che da zero e’ cresciuta fino a raggiungere una dimensione di 22 unità tra dipendenti e collaboratori. L’esperienza formativa professionale include l’Istituto Italiano di Tecnologia, il Massachusetts Institute of Technology, e l’Università degli Studi di Genova
  • Sofia Mosci marketing & sales manager della società Camelot Biomedical Systems Srl, ha avuto precedenti incarichi presso Università degli Studi di Genova, Institut Curie-Paristech-INSERM joint lab on Bioinformatics and Computational Systems Biology, Target Discovery, Inc.

I “needs”

Come risultato dell’incontro con Laura, Barbara e Stefania e’ emerso uno stato avanzato del percorso imprenditoriale, che dopo una prima fase prototipale prevede ora uno sviluppo incentrato sull’ospedale di San Martino, su un’associazione dei pazienti di riferimento, e su un’industria farmaceutica, cosi’ da partire prima con una fase pilota per poi far decollare il progetto.

Abbiamo insieme cercato di identificare i passi successivi per mettere a valore quanto fatto finora. Grazie alle competenze intervenute nell’incontro abbiamo delineato suggerimenti e proposte.

Comunque da parte di TalenTour confermiamo in pieno la valutazione delle potenzialità di H-Maps, e procederemo quindi nell’organizzare il matching come previsto dal programma.

Seguiranno aggiornamenti!

Giancarlo Gaimari, Pier Luigi Polvanesi

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Da sinistra: Stefania (Nextage), Pier Luigi, Giancarlo (TalenTour), Laura (H-Maps), Marcello (TalenTour), Barbara (Nextage), Sergio (Esaote)

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