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LuBeC 2015: l’innovazione al servizio della cultura

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Con il LuBeC 2015, TalentTour ha sperimentato con successo la formula degli inviati speciali che, ovviamente andiamo subito a presentarvi.

MarcoTedeschiMarco Tedeschi è laureato in ingegneria elettronica. Dopo una pluriennale esperienza, come dipedente, nel settore ICT ha fondato la sua azienda, SmartEden, con la missione di innovare tramite tecnologia smart e management efficace
Marco GandinoMarco Gandino è laureato in Filosofia Estetica. Ha curato alcune mostre di artisti emergenti del cuneese e si occupa di ricostruzione storica all’interno della associazioni Terra Taurina e La-Storia

E dopo aver presentato i nostri inviati speciali lasciamo spazio a loro

L’IMPORTANZA DELLA TECNOLOGIA PER L’INNOVAZIONE CULTURALE

Di Marco Gandino

Qual è il ruolo ricoperto dalla tecnologia nel rinnovamento dei processi di tutela, fruizione e valorizzazione del patrimonio culturale? Da questa domanda parte la nostra esperienza all’interno di LuBeC 2015.

Dico “nostra” perché si tratta dell’esperienza di Marco Tedeschi  e Marco Gandino . Due diversi punti di partenza ma un solo obbiettivo: innovare attraverso l’incontro tra il mondo della cultura e quello del digitale.
Proprio su questa tematica si sono spesi i più interessanti interventi della conferenza introduttiva di LuBeC.

Pier Luigi SaccoPier Luigi Sacco, economista della cultura, ha evidenziato come le tecnologie digitali siano ormai fondamentali per l’accessibilità della cultura. Queste ci consentono infatti di immergerci al suo interno dando vita a una cultura del design, innescando al contempo dinamiche di inclusione sociale e di crescita del tasso di occupazione. Con una riflessione critica sull’EXPO ha poi insistito sulla necessità di dare vita ad incubatori culturali, preferendo a una logica delle grandi esposizioni la lungimiranza di un’innovazione di più ampio respiro, in grado di durare nel tempo, in cui la componente umanistica diventa sempre più essenziale.

Gaddo della Gherardesca, consigliere ADSI, si è inserito in questo dibattito individuando nell’autoreferenzialità del settore culturale il principale ostacolo all’innovazione. Ha poi parlato di una Guerra Mediatica, in cui noi italiani siamo chiamati a ritagliarci il nostro spazio dando vita alla nostra narrazione, poiché deteniamo un’eredità culturale unica al mondo.
Ho molto apprezzato l’intervento di Giampiero Marchesi, consigliere ministeriale, che ha parlato di Innovazione Sostenibile. In Italia, infatti, la ricchezza culturale che abbiamo ereditato ci ha abituati a “vivere di rendita”, lasciandoci indietro rispetto alle innovazioni che hanno caratterizzato il settore della cultura in altri paesi. Questo ritardo ci costringe ad intraprendere un percorso più graduale, fondamentale per un’azione concreta in un paese che non è in grado, allo stato attuale, di gestire un tasso di innovazione troppo elevato. Una posizione più scettica, ma molto realista sulle attuali condizioni del nostro paese e allo stesso tempo consapevole delle sue immense potenzialità.

Christian GrecoChristian Greco, direttore del Museo Egizio di Torino, ha poi insistito sull’importanza del crowdsourcing e dell’internazionalizzazione della ricerca al fine di attrarre investimenti per innovare il sistema museale, superando una concezione nazionalistica del patrimonio culturale.
Conclusa questa fase introduttiva densa di contenuti, il convegno si è sviluppato in una serie di workshops. In questa fase siamo venuti a contatto con alcuni concreti progetti di valorizzazione del patrimonio culturale attraverso il digitale, che sono stati avviati negli ultimi anni e già iniziano a dare i loro primi risultati.

ICT, ENTERTAINMENT E CONOSCENZA: ECCO COME DIVULGARE LA CULTURA

Di Marco Tedeschi

Angelantonio Petruzzella, Liguria Heritage
Fabio Piaggio, Dipartimento Sviluppo Economico Regione Liguria
Davide Pantile, ETT
Carlo Brozzo, Liguria Digitale S.c.p.a.
Fabrizio Benente, Sistema museale integrato di Sestri Levante e Castiglione Chiavarese
Patrizia Garibaldi, Museo Civico di Archeologia Ligure, Museo di Storia e Cultura Contadina di Genova

Durante questo primo workshop è stata approfondita la tematica relativa all’utilizzo delle nuove tecnologie ICT per integrare la cultura con le emozioni e il divertimento, rendendo la conoscenza del territorio, della sua storia e delle sue bellezze un’occasione di crescita e di sviluppo. Come esempi pratici, gli speakers hanno illustrato i progetti realizzati, nell’ambito del finanziamento POR FESR Liguria 2007-2013, con l’obiettivo di valorizzare le risorse storico-culturali del territorio tramite la messa a punto di strumenti finalizzati al rilancio turistico ed economico. Per raggiungere questo obiettivo sono stati individuati diversi siti di interesse storico nel territorio ligure e i corrispondenti contenuti di interesse sono stati valorizzati (oltre che tramite i social networks) utilizzando nuove tecnologie ICT, come ad esempio:

  • audio-guide interattive che, scaricate su dispositivi mobili (smartphone e tablet), consentono di fruire i contenuti tramite la lettura di QR code posizionati in punti di interesse storico;
  • tecniche di realtà aumentata per vedere e ascoltare con dei dispositivi mobili la riproduzione digitale di personaggi del passato: gli Avatar di tali personaggi compaiono quando l’utente si reca di persona nei luoghi storici (si utilizza il segnale GPS per individuare la posizione). Questa idea permette di migliorare l’esperienza culturale dei visitatori, i quali potranno letteralmente “incontrare” la storia raccontata dai personaggi che l’hanno vissuta da protagonista, in una sorta di viaggio nel passato.

ETT-0500-1024x768Oltre agli esempi appena citati, si e’ parlato di come poter utilizzare in ambito culturale anche altre nuove tecnologie ICT come:
la tecnologia beacon, basata sulla localizzazione bluetooth;
i visori per la realtà virtuale, come ad esempio Samsung Gear VR;
la tecnologia mixed reality, che consente all’utente di “entrare” nel mondo digitale tramite sensori di posizione applicati agli arti.

Il workshop e’ stato interessante e gli argomenti trattati indicano una possibile via da percorrere per rilanciare l’offerta turistico-culturale di molte realtà in Italia (musei, siti archeologici, ecc.), avvalendosi delle nuove tecnologie ICT.

TECHNO SCIENCE E PATRIMONIO CULTURALE: L’INCONTRO DEI SAPERI PER LO SVILUPPO DELL’AUDIENCE DEVELOPMENT

Di Marco Gandino

Giovanni Bellavia, VisIT Lab-Cinetica
Francesco Gabellone, IBAM-CNR
Luigi Avvantaggiato, Luben Media Productions
Marco Boeri, Utraviolet App
Alessandro Bollo, Fondazione Fitzcarraldo
Simona Cardinali, Ales
Antonio Scuderi, ARtGlass

Nel corso di questo workshop si è parlato della necessità di un audience development per raggiungere la sostenibilità economica del settore culturale. Con questa espressione si intende l’esigenza, avvertita da musei e siti di interesse culturale, di espandere il proprio pubblico arrivando a coinvolgere anche i target più difficili, come quello rappresentato dalle nuove generazioni. Si è insistito in particolare su questi punti:

La necessità di una semplificazione dei linguaggi per ottenere la piena trasparenza del messaggio e del mezzo di diffusione (ottenuta prevalentemente attraverso le tecnologie Open Source)
l’importanza della dimensione del gioco, creata attraverso applicazioni interattive che consentano al visitatore di immergersi e sentirsi partecipe dei contenuti del museo o del sito
Rendere possibile l’accessibilità virtuale di siti non visitabili e realizzare il rendering grafico per mostrare un sito nella sua evoluzione (ad esempio l’utilizzo di diversi rendering 3D per visualizzare le diversi fasi di un sito archeologico attraverso le informazioni pervenuteci dalle sue stratificazioni, che consenta di sovrapporle con lo stato attuale attraverso un dispositivo tecnologico)


Si è parlato inoltre delle possibili applicazioni di queste tecnologie all’ambito della ricerca, sempre più propendente verso un metodo di indagine basato sulla comparazione. La realizzazione di scatti stereoscopici durante uno scavo archeologico (ossia un ampio numero di scatti fotografici che ne documenti le varie fasi), ad esempio, diventa in questo modo non solo fonte di possibile materiale da mostrare al pubblico, ma anche uno strumento utile ai ricercatori per farsi un’idea dell’evoluzione del sito analizzato. Si è parlato inoltre delle seguenti tematiche:
La necessità di uscire dal testo a favore dell’ipertesto (ossia valorizzare i beni attraverso le loro connessioni, anche interdisciplinari)

Visita Ipertestuale
La possibilità di aggiornare i contenuti in tempo reale tramite applicazioni che monitorino l’indice di gradimento e gli interessi specifici dei visitatori
L’importanza del digitale per quei siti di piccole dimensioni, in cattivo stato di conservazione o privi di uno storytelling immediato
L’importanza di considerare il digitale non come il futuro, ma come il presente dell’innovazione culturale, in un paese ormai ricco di nativi digitali.
Per rendere possibile tutto questo in futuro sarà necessario un attento lavoro culturale presso quegli istituti (culturali e tecnologici) che ancora faticano a ragionare in un’ottica inter-settoriale e mantengono una posizione “difensiva” che non consente loro di vedere i grandi vantaggi che potrebbero derivare da questo dialogo.

Dal LuBeC è tutto!! Ancora un grazie ai nostri inviati Speciali: Marco Tedeschi & Marco Gandino

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