Matteo Santoro Curzio Basso e TalenTour

Nel centro storico di Genova, i cavalieri dell’innovazione

La Loggia della Mercanzia di Piazza Banchi
La Loggia della Mercanzia di Piazza Banchi

Abbiamo incontrato i fondatori di Camelot nella loro nuova sede, in Piazza Banchi, nel cuore storico dell’economia Genovese. Matteo Santoro e Curzio Basso ci hanno raccontato come  un gruppo di giovani fisici ha fondato startup dedicata a progetti di ricerca, per trasformarla in pochi anni in una PMI che che si guadagna un posto nel mercato di prodotti ad altissima innovazione. Un percorso di crescita fondato sulla competenza e sul paziente investimento nel fare rete: entrambi investimenti che ripagano nel lungo periodo e che costituiscono una corrispondenza perfetta con gli obiettivi ed i valori di TalenTour.

Ecco la loro storia e le loro nuove sfide, che avremo presto modo di approfondire in nuove iniziative di TalenTour.

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Camelot è nata formalmente nel 2009, ma l’attività vera è iniziata a fine 2010, con le assunzioni dei primi due dipendenti. Inizialmente la società era completamente focalizzata sul settore biomedicale, l’idea con cui nasce è quella di fornire strumenti software che consentano di estrarre con facilità informazioni quantitative dalle immagini diagnostiche come risonanze e TAC, al fine di migliorare diagnosi e terapia. Questa idea di fondo, quella di fornire strumenti semplici per estrarre informazioni utili da dati complessi, è un’idea che ha guidato lo sviluppo delle attività di Camelot anche quando sono uscite dall’ambito esclusivo del biomedicale. Si tratta alla fine dello stesso concetto che pervade il mondo dei big data analytics, nelle sue varie accezioni: generare actionable insights dalla mole di dati attualmente disponibili quasi in ogni scenario applicativo.

Ad oggi la linea di business delle soluzioni di predictive analytics per clienti business da un contributo importante al fatturato complessivo della società. È una linea di attività nata con un grande cliente produttore di packaging che aveva necessità di avere stime più accurate sugli ordini futuri da parte dei loro rispettivi clienti, e che poi si è sviluppata fortemente in particolare in due settori: energia e telecomunicazioni. Nel primo settore Camelot ha sviluppato un sistema di monitoraggio dei consumi energetici che, oltre a fornire le funzionalità comuni a tutti i sistemi di questo tipo attualmente in commercio, consente di apprendere modelli statistici dei consumi da dati del passato e quindi di fare previsioni, individuare anomalie e fare simulazioni. Nel settore delle telecomunicazioni Camelot sta affrontando con ottimi risultati il problema della individuazione dei clienti a maggiori rischio di abbandono, un problema che ovviamente è molto pressante per le grandi aziende che operano in quell’ambito.

Camelot Genova Workplace
Uno dei locali della sete di Camelot in Piazza Banchi

È stato molto importante per lo sviluppo di questa nuova linea di business l’ingresso in Camelot, all’inizio del 2015, di un nuovo socio industriale, il gruppo Dynamin, che ha consentito una sinergia importante con TechRain, azienda del gruppo che fornisce consulenze strategiche ed IT. La conoscenza dei clienti e delle loro esigenze data da Tech Rain e le competenze e tecnologie fornite da Camelot si complementano a vicenda e stanno dando ottimi risultati.

L’ingresso dei nuovi soci ha ribadito ancora una volta l’importanza di costruire una buona rete di contatti per massimizzare l’impatto delle proprie attività imprenditoriali. L’opportunità si è creata e poi concretizzata grazie alle collaborazioni costruite negli anni anche a livello locale con diversi interlocutori. D’altra parte Camelot è tuttora il coordinatore di Politecmed, uno dei Poli di Ricerca ed Innovazione della Regione Liguria, quindi questa lezione l’ha molto a cuore.

In ogni caso i primi anni di attività nel biomedicale, supportati da alcune iniziative locali di incentivazione dell’imprenditorialità (il progetto UNITI, l’incubatore BIC), sono stati comunque una palestra importantissima sotto mille punti di vista.

Innanzi tutto è stato un periodo di grande investimento in attività di ricerca e sviluppo, finanziate da diversi progetti, inizialmente regionali, ma poi anche nazionali ed europei. Queste attività hanno consentito di sviluppare competenze e tecnologie, e per alcune di esse sono stati depositati dei brevetti. Uno in particolare è stato concesso a tempo di record dall’ufficio brevetti degli Stati Uniti. Oltre all’effetto più diretto, ci sono poi tutti i benefici indiretti portati dal partecipare a progetti finanziati, fra cui assolutamente non secondaria la possibilità di crearsi una rete di contatti e collaborazioni che sono preziosissime sia per mantenere questi canali di finanziamento per le attività di R&S, sia per sviluppare nuove opportunità di business.

(part of ) Camelot's Knights
(part of ) Camelot’s Knights

In effetti lo sfruttamento commerciale dei risultati della ricerca, chiamiamolo pure innovazione o technology transfer, è un po’ il pallino di Camelot, perché è quello su cui è nata la società, e perché da subito ci si è scontrati con le difficoltà legate ad attività di questo tipo. Nel tempo però lo spirito con cui è nata la società non è stato abbandonato. Proprio per uno dei progetti europei cui Camelot partecipa (FUTURA, http://www.futuraproject.eu/), la società sta guidando le attività di exploitation, con l’obiettivo di trovare finanziatori per la fase di industrializzazione e certificazione del dispositivo che è in sviluppo. L’obiettivo, molto ambizioso, è quello di portare sul mercato entro il 2020 una piattaforma robotica per il trattamento non-invasivo di tumori mediante terapia ad ultrasuoni focalizzati ad alta intensità.

Prototipo della piattaforma FUTURA
Prototipo della piattaforma FUTURA

Un altro effetto benefico dell’essere nati nel settore biomedicale è stata la necessità di adottare un sistema di gestione della qualità rigoroso e conforme alle norme richieste per la produzione di dispositivi medicali. Ovviamente non è stato facile per una piccola azienda dotarsi di un sistema del genere, però alla fine la società si trova a poter garantire una qualità di produzione che è un elemento importante di differenziazione sul mercato. Fra l’altro, questo ha consentito di aprire una linea di business dedicata alla progettazione ed allo sviluppo per conto terzi di software per dispositivi medicali.

Curzio Basso
Matteo Santoro

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