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Istituto Italiano di Tecnologia, Morego

Open YARP Workshop – July 15th 2016

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Translation by Paola Gatto
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YARP (Yet Another Robot Platform) is the software that represents the nervous system of the IIT humanoid robots, from iCub, the robot platform spread over many research centers in the world, up to the most recent R1. With 10 years of development  behind it, YARP is launched as a highly reliable and first-class Open Source platform in comparison to other standards:  being a light, multiplatform and multiprotocol platform, it works on board the robots, on server, not to mention Android smartphone.yarp trasp

On July 15th, 2016 IIT and TalenTour offered an introductory workshop for software specialists, manager and entrepreneurs wishing to share the news about platform development. The platform stemmed from robotics, but it is ready for a wider use just at the time of most thriving hype applications on InternetOfThings. This took place just a few days before the official launch of the new R1 robot, the first humanoid robot, which was proposed as a commercial product for household applications.

TalenTour YARP Workshop team
TalenTour YARP Workshop team

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15 Luglio 2016 – Open YARP Workshop

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YARP (Yet Another Robot Platform) è  il software  che costituisce il sistema nervoso dei robot umanoidi di IIT, da iCub, la piattaforma robotica diffusa in molti centri di ricerca del mondo, fino all’ultimo nato  R1.  Con 10 anni di sviluppo alle spalle YARP si propone come piattaforma Open Source di altissima versatilità e qualità rispetto ad altri standard: leggero, multi piattaforma e multiprotocollo, funziona a bordo dei robot, su server o perfino su smartphone Android.yarp trasp

Il 15 Luglio 2016 IIT e TalenTour hanno offerto un workshop introduttivo, destinato a specialisti del software, manager ed imprenditori interessati a condividere lo sviluppo della piattaforma, che nasce nella robotica ma che è pronta ad un uso più ampio, proprio nel momento della massima crescita dell’hype sull’Internet Of Things. Tutto questo pochi giorni prima del lancio ufficiale del nuovo robot  R1, il primo umanoide proposto come prodotto commerciale per applicazioni domestiche.

TalenTour YARP Workshop team
TalenTour YARP Workshop team

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YARP Workshop in IIT – Pronti per il viaggio nel cuore di iCub?

15 Luglio 2016 – Open YARP Workshop

YARP (Yet Another Robot Platform) è  il software  che costituisce il sistema nervoso di iCub, la piattaforma robotica sviluppata all’IIT che è ormai diffusa in molti centri di ricerca nel mondo come sistema di sviluppo e di ricerca. Con 10 anni di sviluppo alle spalle, si propone come piattaforma Open Source di altissima versatilità e qualità rispetto ad altri standard: leggero, multi piattaforma e multiprotocollo, può funzionare nel cuore di iCub, su server o perfino su smartphone Android.

IIT e TalenTour propongono un workshop introduttivo, destinato a specialisti del software, manager ed imprenditori interessati a condividere lo sviluppo della piattaforma, che nasce nella robotica ma che è pronta ad un uso più ampio, proprio nel momento della massima crescita dell’hype sull’Internet Of Things.

Working on iCUB
Al lavoro su iCUB in IIT

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BeDimensional – Dalla ricerca all’industria la rivoluzione del grafene


E’ passato meno di un anno dal nostro primo incontro con Francesco Bonaccorso, che ci aveva già fatto capire le grandi possibilità legate al grafene ed il ruolo di primo piano che sta svolgendo la ricerca italiana, presso il laboratori dell’IIT. Oggi alla dimensione della ricerca si sta aggiungendo quella dell’industria, con l’apertura a Genova di una nuova azienda dedicata alla produzione con metodi innovativi e con l’obiettivo dichiarato di democratizzare il grafene.

BEDimensional LogoFrancesco Bonaccorso ha trovato il tempo per una chiacchierata con TalenTour nel suo fittissimo calendario di conferenze e workshop internazionali, ed in questo secondo incontro abbiamo avuto modo di approfondire la conoscenza di BeDimensional, ma anche di parlare del recente successo della Graphene Conference di Genova, e delle prospettive di sviluppo globali di questa nuova industria.

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Giancarlo Gaimari e Marcello Morchio di TalenTour incontrano Francesco Bonaccorso

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Il futuro è oggi: La robotica di Genova sul palco dell’I3 di Chicago

fabrizioUn evento speciale dedicato all’industria italiana, in cui la robotica genovese ha mostrato il suo grande valore. Grazie a Fabrizio Tubertini, abbiamo l’onore di una relazione diretta da qualcuno che alla manifestazione ha partecipato tra i protagonisti. E non è un caso se sul palco dell’I3 dove si incontrano le eccellenze italiane troviamo due realtà che come TalenTour conosciamo bene ed abbiamo incontrato fin dall’inizio: Telerobot Labs ed IIT.


 

Accade sovente nei film, ma confermo che succede anche nella realtà… un giorno qualsiasi (meno di un mese fa) squilla il telefono in Telerobot Labs, realtà attiva da circa 25 anni nel campo delle soluzioni robotiche (we solve problems through robotics): è l’ICE (Istituto per il Commercio Estero) che chiama… ci vogliono a Chicago il 30 marzo per il Manufacturing Forum.

 

“invexendo” è l’unica parola per descrivere lo stato d’animo che ci pervade: I3 Impact Innovate Integrate Italian and US discussion on manufacturing trends, questo il titolo del convegno al quale il nostro Founder David Corsini è invitato a raccontare la nostra storia, ma soprattutto il futuro che intravediamo in un panel dal titolo Robotics and Addictive Manufacturing insieme ad Arturo Baroncelli, Director of Business Relations, COMAU ed il Prof. Giorgio Metta dell’IIT di Genova, il tutto moderato da Kathleen Kennedy, President, MIT Technology Review, mica pizza e fichi.

ecco il video del Panel con David Corsini e Giorgio Metta

Ecco, già questa sarebbe una notizia: due realtà genovesi (TLabs & IIT), vengono inviate negli USA, insieme a Comau (un colosso!), a raccontare la loro vision nella patria dell’automazione industriale mondiale: Chicago.

invece c’è molto di più… infatti (e lo avrete sicuramente letto sui giornali in questi giorni), il 30 marzo fa tappa “con noi” anche il Premier Matteo Renzi, che apre il convegno al quale siamo stati invitati insieme al Sindaco della città Rahm Emanuel che, oltre ad essere il Mayor, è stato il Chief of Staff di un suo concittadino illustre che risiede tutt’ora a Washington: Barak Obama.

Renzi-Emanuel
Cliccando sull’immagine, si va alla pagina dell’evento!

Insomma standing stellare… citarli tutti sarebbe impossibile e – soprattutto – noioso per chi ha la pazienza di leggere fino in fondo questo articolo. Giornata di scambio e networking Italia-USA di altissimo profilo patrocinata da Presidenza del Consiglio, Confindustria ed ICE.

Ma tutto questo è la cornice, in realtà il 30 marzo è stata una di quelle giornate  da 48 ore anziché 24: alle 8.45 eravamo già in business brunch al Drake, un hotel che è un vero landmark di Chicago. La sorpresa è che mentre si alternano i rappresentanti ufficiali della delegazione ed il Sottosegretario (Ivan Scalfarono), arriva anche il Premier Renzi per un saluto veloce e per raccontarci le motivazioni che lo hanno spinto a volere fortemente una giornata di questo tipo. C’è spazio anche per domande e risposte veloci, insomma un inizio frizzante.

12932931_10207810432851235_4790612950231468959_nCome dicevo il programma è intenso e nel giro di poco veniamo trasferiti in pullman all’U+I Labs di Chicago, dove U+I sta per Universities plus Innovation, uno dei 20 incubatori voluto fortemente dal Presidente Obama per rilanciare l’innovazione tecnologica negli USA, e su questo ci sarebbe molto da riflettere. Qui c’è l’occasione per visitare la struttura, molto grande e moderna naturalmente, e ricevere un briefing sull’opportunità di stabilire una propria sede commerciale a Chicago, terza città degli Stati Uniti… ed anche qui c’è da imparare su come si “vende” il proprio territorio al meglio.

A questo punto speakers dei panel del pomeriggio e resto della delegazione vengono separati, in quanto i relatori incontrano i rispettivi moderatori e vengono informati sulle modalità di svolgimento dell’evento. Malgrado ciò, il programma della visita è comunque identico per resto del gruppo e speakers. Proseguiamo quindi con un veloce business lunch presso l’incubatore dove, per la prima volta, ci “mischiamo” alle controparti USA. Il parterre è assolutamente ad hoc e molto interessato ed attento alle proposte italiane. Il Team di Telerobot Labs, come al solito direi, si presenta con il giubbotto rosso aziendale che si rivela un simpatico escamotage… tutti vogliono conoscere the guys with the red jacket (ci siamo presentati così durante la veloce passerella introduttiva delle aziende partecipanti). La mattinata scorre veloce e gli scambi di informazioni, sembra uno business speed date, avvengono ad un ritmo sostenuto, ma ci piace così: pochi convenevoli e tanta sostanza. Dopo esserci rifocillati ed aver riempito le tasche di biglietti da visita dei nuovi contatti, veniamo nuovamente trasferiti, destinazione Università di Chicago. Qui, al sesto piano della sede dell’Ateneo  (che è un grattacielo in pieno centro), inizia la parte ufficiale.

I nomi da citare sarebbero troppi… naturalmente il Sindaco Ospitante ed il nostro Premier, preceduti dall’Ambasciatore Italiano negli US (il Dott. Verricchio), ci danno il benvenuto ed aprono le danze. Il pomeriggio è molto intenso, sala piena anche di TV e giornalisti (molti gli Italiani presenti al seguito del Premier). L’attenzione, riscontriamo poi, è focalizzata su quello che dirà Renzi e – successivamente – sul breve incontro con la stampa che concederà l’AD di FCA Sergio Marchionne. Sul contenuto vero dell’evento, cioè cosa hanno da raccontare le imprese ed i centri di eccellenza italiani, cala un po’ l’attenzione dei reporters nostrani, mentre quelli locali si affannano a fare domande ai relatori nel post evento. La vera sorpresa della giornata però, che si conclude con cena di gala dei relatori, insieme a moderatori, Sindaco, Premier ed Autorità varie, è proprio lui Sergio Marchionne: seduto in prima fila, non si è distratto un attimo, non ha perso una parola, quando ha avuto occasione ha fatto domande per “capire meglio”, non una distrazione, non un telefonino con cui messaggiare: una presenza vera ed attenta da parte dell’esponente di spicco di un gruppo che sicuramente può trarre vantaggio dall’hegde tecnologico rappresentato dalle eccellenze che hanno sfilato davanti a lui quel pomeriggio del 30 marzo. Per quanto ci riguarda un’occasione per farci conoscere ad un pubblico vasto e di qualità al quale confidare le nostre ambizioni di allargare gli orizzonti agli USA, non da semplici esportatori ma da azienda che trasferisce parte dei propri interessi oltreoceano… vedremo.

Ci sono sicuramente dei doverosi ringraziamenti da fare, perché organizzare questi eventi non è facile e renderli di successo lo è ancora meno; naturalmente le Istituzioni hanno fatto la loro parte: Presidenza del Consiglio, Missione Diplomatica Italiana negli USA, ICE e Confindustria naturalmente, ma a noi piace ricordare le persone che – sul campo – abbiamo visto fare la differenza: il DG di ICE e la Dottoressa Bisson di Confindustria, hanno fatto si che le aziende si siano sentite parte di una squadra, che gioca si in trasferta, ma conscia delle proprie capacità, e parte di progetto. Una bella e gradita novità per chi si reca all’estero a fare business.

Fabrizio Tubertini

 

 

 

 

 

 

LenXmart, ABBI e Glassense: tre giovani imprese genovesi che amano la vita

La ricerca volta al miglioramento della vita umana, amplificando i nostri sensi o compensandone l’eventuale deficit. Questo è il filo conduttore che unisce molte giovani aziende che stanno nascendo nell’ambito dell’Istituto Italiano di Tecnologia, che alla ricerca per la vita ed ispirata alla vita affianca il costante impegno per trasformare la ricerca in impresa.

Abbiamo recentemente incontrato tre gruppi di ricerca che stanno compiendo questa evoluzione: si tratta di LenXmart (progetto Smart Micro Optics)ABBI (Audio Social Tech) e  Glassense.

Dedichiamo a queste tre eccellenze nascenti un post di approfondimento, per il particolare interesse delle applicazioni, e perchè contiamo di tornare presto sull’argomento delle tecnologie per la vita e le opportunità che questo settore presenta per nostro territorio.

LenXmart – Il microscopio digitale in tasca

Andrea Antonini

Andrea Antonini si occupa di ricerca su cellule cerebrali, progettando ed usando speciali sonde endoscopiche: si tratta quindi di lenti molto piccole e molto speciali. Il suo spirito imprenditoriale e l’ambiente favorevole alla sperimentazione dell’IIT lo hanno portato a riflettere su una semplificazione della tecnologia sulla quale lavora per renderla accessibile, fino a progettare una lente super economica e di facile uso, applicabile (senza adesivi: contatto puramente elettrostatico) a qualsiasi smartphone per trasformarlo in un microscopio digitale.

La lente LenXmart si alla fotocamera di un qualunque smartphone.
La lente LenXmart si alla fotocamera di un qualunque smartphone.

Sono pronte e disponibili per test pre-mercato le lenti  per ingrandimenti ottici x10 – per foto macro ad alta definizione, e x20 (per foto/indagini microscopiche), a cui vanno poi sommati gli ingrandimenti digitali disponibili sullo smartphone, mentre è ancora in fase di sperimentazione la lente per ingrandimenti ottici di 100 volte.

Le applicazioni sono infinite, a cominciare dall’uso
didattico, o amatoriale. La sua invenzione consente di
esplorare il micro mondo e condividere facilmente con gli
amici le proprie esperienze microscopiche.

Un particolare del fiore di camomilla che ho fotografato con la lente donatami da Andrea
Un particolare del fiore di camomilla che ho fotografato con la lente donatami da Andrea

Ma le applicazioni professionali sono quelle più interessanti. Pensate all’uso in dermatologia, in botanica, agricoltura o biologia.
Pensate alle possibilità derivanti da ottenere immagini utili
per analisi diagnostiche in qualunque luogo ed a bassissimo
costo: con la lente 100x Andrea ha fotografato i suoi globuli rossi su un vetrino.

Globuli rossi fotografati con lo smartphone
Globuli rossi fotografati con lo smartphone

Andrea produce i suoi prototipi direttamente con le attrezzature dell’istituto, ma è pronto ad entrare in produzione di volume, ed il passaggio dall’idea alla produzione è avvenuto a tempo di record, proprio grazie alla possibilità unica di avere a disposizione anche per la fase di industrializzazione la competenza ed i materiali più avanzati nei laboratori dell’IIT, senza doversi impegnare in investimenti altrimenti insostenibili.

Andrea ha recentemente vinto la selezione ligure della SmartCup  2015, avendo quindi la possibilità di presentare la sua innovazione ed idea imprenditoriale alle selezioni nazionali.

Usiamo il video pitch girato da Andrea per l’occasione per sapere qualcosa di più del progetto.

 

ABBI – la riabilitazione visiva comincia nella primissima infanzia

Monica Gori

Studi recenti hanno dimostrato che non è vero che chi non ci vede ha una migliore acutezza di udito. E’ invece vero che con i sensi sani, chi ha una disabilità visiva può esercitarsi a compensare l’handicap con gli altri sensi creando nuove strutture mentali e migliorando le opportunità di integrazione.

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Secondo Monica Gori ed il team di ABBI questa operazione di riabilitazione, basata sul senso dell’udito, può cominciare dai primissimi mesi di vita, e lo sta dimostrando con una sperimentazione che sta diventando impresa. Ce lo hanno spiegato durante la visita di TalenTour del 18 Dicembre 2015 al dipartimento RBCS (Robotics, Brain and Cognitive Sciences) di IIT, dove siamo stati accolti al mattino da Caterina Ansuini e Andrea Cavallo, che hanno svolto una dimostrazione per tutto il gruppo dei visitatori, e nel pomeriggio da Sara Finocchietti per un breve approfondimento.

“ABBI” sta per “Audio Bracelet for Blind Interaction”, che nella sintesi dell’inglese riassume il concetto di Braccialetto Audio di supporto all’interazione per persone non vedenti.

Lasciamo le spiegazioni alla stessa Monica Gori, che dirige il team di ABBI, in un video girato in occasione della partecipazione del team, con il nome di Audio Social Tech alla SmartCup Liguria.

Monica ha dato una spiegazione più lunga ma molto suggestiva in occasione dell’evento TEDx Porto Antico, ad Ottobre a Genova.

Glassense: il super udito è una realtà!

Luca Brayda e Luca GiulianiVi siete mai resi conto che sentite meglio una persona quando la guardate direttamente? Non è una illusione. Il cervello umano è in grado di focalizzare l’udito anche grazie alla direzione del nostro sguardo e quindi della nostra attenzione.

Questo effetto si perde nelle persone che necessitano di apparecchio acustico, perché l’apparecchio acustico amplifica ogni suono che riceve, incluso il rumore di fondo, rendendo più difficile focalizzare l’attenzione su una sorgente sonora, per esempio una persona che parla di fronte a noi in un ambiente rumoroso.

Il team di Luca Brayda, che abbiamo incontrato insieme a Luca Giuliani, sta risolvendo questo problema con Glassense, abbinando ad un apparecchio acustico un sistema di filtraggio direzionale montato su un paio di occhiali speciali.

Luca Giuliani con il prototipo di Glassense
Luca Giuliani con il prototipo di Glassense

Sulle stanghette della montatura sono montati quattro microfoni per lato. L’elaborazione degli otto diversi segnali elaborati dal software sviluppato interamente dal team, consente di distinguere il suono proveniente da ogni direzione, riproducendo poi nell’apparecchio acustico la combinazione  desiderata del suono generato di fronte e di quanto ricevuto dalle altre direzioni.

In linea di principio sarebbe possibile annullare quasi completamente il rumore di fondo, anche se per l’uso normale la percezione del rumore ambientale è indispensabile per motivi di sicurezza: mi interessa sentire bene chi mi parla in un marciapiede affollato, ma devo anche sentire l’autobus che mi sta arrivando alle spalle per potermi allontanare dalla strada!

Oltre agli ambiti medicali e riabilitativi su persone con disabilità uditiva, questa tecnologia presenta interessanti opportunità in applicazioni professionali su utenti normodotati. Mi vengono in mente facilmente molte situazioni in cui è importante poter migliorare la percezione sonora da una direzione specifica… per non tirare in ballo il super udito di Superman!

Tutta l’elaborazione avviene in un piccola scheda elettronica, progettata per poter essere miniaturizzata e comunicare direttamente con lo smartphone dell’utente per essere controllata.

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Il progetto Glassense è realizzato in collaborazione tra molti partners, nell’ambito del consorzio Si4Life. Ancora non costituisce una startup indipendente ma nel consorzio sono presenti aziende specializzate in  occhiali, assistenza e riabilitazione e sviluppo software, con il coordinamento di  Linear srl di Genova, specializzata in apparecchi acustici.

Abbiamo avuto una interessantissima e divertentissima presentazione di gruppo durante il TalenTour in IIT della mattina del 18 Dicembre, con un gruppo di stutenti di ingegneria che hanno apprezzato il funzionamento del progetto e le caratteristiche “trendy” del prototipo. Nel pomeriggio Luca e Luca hanno avuto la pazienza di incontrarci nuovamente per un utile approfondimento.

Ecco qualche link di approfondimento:

Nel sito iit

Nel sito del consorzio Si4Life

Ed un video prodotto dall’IIT in cui Luca e Luca presentano direttamente il loro progetto.

 

CODEFROR – Ad IIT il congresso internazionale della Robotica Amica

 

foto AlessiaAlessia Vignolo: sta attualmente svolgendo un dottorato in Robotica Cognitiva presso l’Istituto Italiano di Tecnologia e il Dipartimento di Informatica, Bioingegneria, Robotica e Ingegneria dei Sistemi (DIBRIS) dell’Università di Genova.

Precedentemente, ha conseguito una doppia laurea in Ingegneria Robotica in lingua inglese (European Master on Advanced Robotics, per cui ha trascorso l’ultimo anno all’estero), ed ha ottenuto il diploma ISICT, risultando vincitrice di borsa di studio in entrambi i programmi. 

https://it.linkedin.com/in/alessiavignolo


Il 2 e il 3 dicembre si è svolto, presso l’Istituto Italiano di Tecnologia, un workshop internazionale organizzato all’interno del progetto europeo di CODEFROR (Cognitive Development for Friendly Robots and Rehabilitation) da Alessandra Sciutti, ricercatrice, e Giulio Sandini, direttore di dipartimento, di “Robotics, Brain and Cognitive Sciences” (RBCS) di IIT.

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CODEFROR è un progetto europeo nell’ambito dell’“International Research Staff Exchange Scheme” (FP7-MSCA-PIRSES-2013-612555), che indaga gli aspetti dello sviluppo cognitivo umano con il duplice obiettivo di sviluppare robot capaci di interagire con gli esseri umani in un modo amichevole e di progettare e testare i protocolli per la riabilitazione dei bambini disabili. I partner del progetto sono l’Istituto Italiano di Tecnologia, Università di Bielefeld in Germania, Università di Osaka e Tokyo in Giappone.

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Durante il workshop si sono susseguite presentazioni molto interessanti da parte dei relatori invitati (sia interni che esterni al progetto), con argomenti che vanno dalla robotica cognitiva alla cognizione umana, dalla interazione uomo-robot, alla riabilitazione robotica e sensoriale, dalla robotica chirurgica alle neuroscienze computazionali.

Di particolare rilevanza sono stati i keynote di speaker esterni, entrambi molto importanti nel loro campo: Dana Ballard (University of Texas) e Rajesh Rao (University of Washington).

 

 

I talk sono stati inoltre inframezzati da una ricca poster session, in cui gli studenti di dottorato hanno potuto  scambiarsi opinioni sui propri lavori con i colleghi degli altri istituti e mostrare i propri risultati ai partecipanti al workshop.

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Alessia Vignolo presenting the panel session to Matteo Aragone (ISICT president)

Il workshop si è poi concluso nel migliore dei modi con un tour nei laboratori di IIT, dove i ragazzi hanno fatto alcune dimostrazioni pratiche ed esplicative della ricerca nostrana, a partire dall’interazione uomo-robot con iCub fino all’utilizzo dei dispositivi per la riabilitazione motoria o dei non vedenti, avviando ulteriori collaborazioni con i partner in Germania e Giappone.

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The red iCub: Alessia Vignolo presenting iCub, with Minoru Asada (Osaka University department Director) and Rajesh Rao, Washington University.

Potete seguire gli eventi e i progressi di CODEFROR su twitter (@codefror) e sul sito (https://www.codefror.eu/) !

Alessia Vignolo

Lab tour for the participants: visit to iCub
Lab tour for the participants: visit to iCub

 

Smart Cup Liguria: La difficile scelta tra i talenti Liguri

 

Un importante evento di innovazione in Liguria, raccontato da un inviato molto speciale: uno dei giurati  che hanno avuto il difficile compito di decidere quali idee premiare!


Foto CV Bella_1Matteo Aragone: è coordinatore scientifico di Genova 2021 e Presidente di Alumni Isict. Dopo aver conseguito una doppia laurea tra Università di Genova e Télécom ParisTech e aver trascorso 5 anni a Sophia Antipolis presso Amadeus, dove ha coordinato progetti internazionali e depositato diverse domande di brevetto, è tornato a Genova convinto di poter dare il suo piccolo contributo per portare innovazione sul nostro territorio.

La SmartCup Liguria si è conclusa il 26 novembre, i verdetti sono scritti: nella categoria principale vince Smart Micro Optics, spinoff di Iit che promette di vendere lenti da applicare sui smartphone per simulare un microscopio, le startup selezionate per accedere al Premio Nazionale dell’Innovazione sono Holaboat, Audio Social Tech e Fluid Smart Grid.
Ho avuto modo di seguire da vicino i lavori della SmartCup Liguria nel ruolo di giurato e, può sembrare una frase fatta, scegliere i vincitori non è stato un compito facile. Eccezion fatta per qualche proposta ancora acerba (ma il compito di una SmartCup è anche far nascere idee anche a chi non avrebbe mai pensato di diventare imprenditore), il livello è stato alto, sia per l’innovatività delle idee sia per la concretezza dei contenuti. Il merito di questo risultato va sicuramente ascritto agli organizzatori della SmartCup (Valeria Rainisio, Silvia Pedemonte e Roberto Merlo di Filse) e più, in generale, a un territorio che ha saputo organizzare numerose iniziative a favore dell’imprenditorialità: Unige, Iit, Camera di Commercio, Confindustria Genova e Genova 2021 sono solo alcune delle realtà che hanno contribuito al crescere del “movimento startup” in Liguria. Molto resta da fare, Fondazione Ricerca Imprenditorialità è un nuovo attore che contribuirà ad un ulteriore balzo in avanti, ma la strada è quella giusta.

L’evento è stato presentato da Manuela Arata, presidente del Festival della Scienza, che con la sua passione dimostra che la ricerca scientifica non deve essere confinata ai laboratori, ma diffusa tramite eventi di divulgazione e il trasferimento tecnologico. Anche l’assessore Edoardo Rixi trova parole positive, afferma che i risultati di SmartCup testimoniano la vitalità del territorio e sostiene che la giunta vuole sostenere le startup tramite incentivi attraverso il disegno di legge per la Crescita (Growth Act).

Ma torniamo ai premi: chi sono e soprattutto cosa fanno le startup?

  • Categorie principali:
    • Vincitore assoluto e categoria industrial: Smart Micro Optics  Spinoff di Iit che progetta di vendere lenti da applicare sugli smartphone per simulare un microscopio.
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    • Ict social innovation: Holaboat. Sull’onda della sharing economy, è una piattaforma che permette di condividere barche, una sorta di AirBnb per escursioni marine.logo-holaboat
    • Life science: AudioSocialTech Spinoff di Iit, nato da un progetto europeo per aiutare bambini non vedenti a interagire con il mondo tramite un braccialetto intelligente.audiosocialtech
    • Cleantech: Fluid Smart Grid Metering. Spinoff di Unige specializzato nel perfezionamento delle smart grid.smartfluid
  • Menzioni speciali
    • Pari Opportunità: Holaboat
    • Social: Audio Social Tech
    • Miglior Presentazione: Talos. È uno spinoff di Unige specializzato nella security nel mondo app, ha vinto l’edizione precedente della StartCup di Unige..
  • CCIAA
    • È uno spinoff di Iit che progetta nuovi soluzione innovative nel settore robotica per chirurgia di precisione
  • SmartCup di Unige
    • FluidSmartGrid
    • Wellnx:società biomedica per il telecontrollo di persone anziane
    • BGP: Spinoff di Unige specializzata nella consulenza nel settore edile
  • Talent Garden
    • Talos
    • FlairBit  Spinoff di Unige specializzata nel middleware
    • Spesando (Unige) app per aiutare a fare la spesa scegliendo il supermercato migliore nelle vicinanze.

Tra i numerosi vincitori, mi fa piacere vedere l’ottimo risultato di Talos, spinoff nato da un dottorando iscritto ad Alumni Isict, l’associazione di cui sono presidente e relativa ai laureati che si sono distinti nella loro carriera accademica e hanno terminato il prestigioso percorso di Isict. Tra i nostri soci, non posso non citare Saverio Murgia e Luca Nardelli soci fondatori di Horus che, nello stesso giorno della Smart Cup Liguria, hanno sfiorato l’impresa concludendo tra i finalisti del Premio Marzotto, il più importante a livello italiano per le startup.

Sperando di avervi interessato, vi invito a continuare a seguire Talentour: nelle prossime “puntate” vedremo le interviste ai vincitori di Alberto Balbi e Federica Laureri di Global Shapers, l’associazione per giovani under 30 che puntano a migliorare il nostro territorio seguendo le indicazioni del World Economic Forum.

Matteo Aragone

GENOVA, CAPITALE DELLA ROBOTICA

Dopo un anno di successi, a dicembre TalenTour torna nel luogo dove ha iniziato le proprie attività: l’Istituto Italiano di Tecnologia

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Per festeggiare l’evento abbiamo contattato i migliori talenti della robotica presenti a Genova:

Giorgio MettaGiorgio Metta, direttore del dipartimento IIT “iCub Facility”, dove guida lo sviluppo del robot umanoide iCub (iCub è un “cucciolo umano” di robot, un progetto partito nel 2003 per studiare i meccanismi della cognizione umana). Autore di oltre 200 pubblicazioni, è anche professore di Robotica Cognitiva all’Università di Plymouth (UK). Le sue attività di ricerca riguardano la robotica bioinspirata, con particolare attenzione verso lo studio e la realizzazione di sistemi artificiali dotati di capacità di apprendimento automatico.

Giulio SandiniGiulio Sandini, direttore presso l’IIT del dipartimento “Robotics, Brain and Cognitive Sciences” (RBCS) e docente di Bioingegneria all’Università di Genova. Autore di oltre 300 saggi e di cinque brevetti internazionali, svolge attività di ricerca nel campo della visione biologica e artificiale, delle neuroscienze computazionali e cognitive e della robotica, con l’obiettivo di comprendere i meccanismi neurali del coordinamento senso-motorio umano e dello sviluppo cognitivo, sia da una prospettiva biologica che artificiale.

Alessandra SciuttiAlessandra Sciutti, ricercatrice del dipartimento RBCS presso l’IIT, focalizzata sul controllo motorio, sull’integrazione sensomotoria e sull’interazione uomo-robot, in collaborazione con un gruppo multidisciplinare (esperti di robotica, psicologi, neuroscienziati).
Ha lavorato presso il Laboratorio di Robotica dell’Istituto di Riabilitazione di Chicago e presso il Laboratorio di Robotica emergente dell’Università di Osaka.

Con loro TalenTour ha studiato una proposta interessantissima per qualsiasi esperto e appassionato di robotica.

In data 2 e 3 dicembre sarà possibile partecipare alla conferenza di CODEFROR che si terrà presso l’IIT in Via Morego 30, Genova.

La partecipazione al workshop è gratuita, ma richiede una registrazione per scopi organizzativi.

Il programma dettagliato e il modulo di iscrizione sono disponibili sul sito web del laboratorio: https://www.codefror.eu/events.

La scadenza per la presentazione della registrazione e dell’abstract è il 25 novembre.

L’evento è organizzato congiuntamente dal progetto europeo CODEFROR (COgnitive Development for Friendly RObots and Rehabilitation), di cui è responsabile Alessandra Sciutti, e il “JSPS  Core to Core program: Competitive Partnership on Cognitive Neuroscience Robotics”.

CODEFROR è un progetto europeo nell’ambito del “International Research Staff Exchange Scheme” (FP7-MSCA-PIRSES-2013-612555), che indaga gli aspetti dello sviluppo cognitivo umano con il duplice obiettivo di sviluppare robot capaci di interagire con gli esseri umani in un modo amichevole e di progettare e testare i protocolli per la riabilitazione dei bambini disabili.
I partner del progetto sono l’Istituto Italiano di Tecnologia, Università di Bielefeld in Germania, Osaka e Tokyo in Giappone.
La pagina web del progetto è: https://www.codefror.eu/.

Il programma del workshop è costituito da due giorni di presentazioni da parte di relatori invitati che vanno dalla robotica cognitiva alla cognizione umana, dalla interazione uomo-robot, alla riabilitazione robotica e sensoriale, dalla robotica chirurgica alle neuroscienze computazionali.
Tra gli speaker: Minoru Asada, Yukie Nagai and Takashi Fujikado (Osaka University), Jochen Steil and Friederike Eyssel  (Bielefeld University), Rajesh Rao, (University of Washington), Gabriel Baud-Bovy, Cristina Becchio, Fabio Benfenati,  Luca Brayda, Leonardo De Mattos, Monica Gori, Hagen Leman, Pietro Morasso, Giulio Sandini (IIT).

 

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Qualche giorno fa TalenTour ha avuto anche l’opportunità di incontrare Giorgio Metta in un Pint of Talent, che  è stato l’occasione per capire meglio come è organizzato l’iCub Facility e quali sono i risultati di questo laboratorio che tutto il mondo ci invidia.

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Giorgio ci ha spiegato che oggi l’applicazione della robotica nel quotidiano è diventata una realtà consolidata, traguardo che sarebbe stato totalmente impensabile trent’anni fa.

Il principale scopo per cui sono nati i robot è quello di aiutare le persone anziane nello svolgere compiti facilitando la vita di tutti i giorni.

Giorgio è convinto che le potenzialità siano tantissime e che un futuro in cui le persone saranno affiancate da robot non è così lontano.

Per chi non lo conoscesse ancora, iCub è un robot androide costruito dall’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova.
Alto 104 cm e pesante 22 kg, la sua estetica e le sue funzionalità ricordano quelle di un bambino di circa quattro anni.
Il robot umanoide iCub sta imparando a stare in piedi e a mantenere l’equilibrio anche nell’interazione fisica con le persone.

Grazie alla pelle artificiale che gli permette di avere 4000 punti sensibili su tutto il corpo, iCub è in grado di misurare in ogni istante i contatti e le forze che riceve dall’esterno, rispondendo con movimenti adeguati a mantenere l’equilibrio. Queste nuove capacità saranno utili quando, nel prossimo futuro, iCub coabiterà con l’uomo negli ambienti domestici e dovrà muoversi in maniera sicura per sé e per gli altri. Infatti, non cadrà se sarà urtato e potrà interagire con gli uomini anche solo attraverso il corpo e il tatto.

 

Durante il Pint of Talent Giorgio ci ha spiegato che iCub è pronto a crescere e a cambiare aspetto: avrà lo stesso volto della versione vecchia, ma sarà più robusto e più alto, sarà alimentato a batteria e perciò potrà muoversi liberamente nei laboratori, ma soprattutto non sarà più solo perchè potrà collegarsi con il cloud attraverso la rete wireless, e avrà funzioni simili a quelle di uno smartphone per assistere chi ne ha bisogno 24 ore su 24.

Grazie a TalenTour questa meraviglia tecnologica potrà essere vista in IIT a fine dicembre.

Infatti venerdi 18 dicembre sarà organizzato uno special tour presso i laboratori iCub Facility e RBCS di IIT.

Presto la pagina di registrazione sarà disponibile sul nostro sito.

Al Pint of Talent con Giorgio ha partecipato anche Matteo Luzzi, studente di ingegneria meccanica a Genova e portavoce di tutti i suoi colleghi di corso.

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La sua presenza  e le sue indicazioni sono servite ad organizzare al meglio la visita, facendone un evento essenziale per la formazione di studenti universitari.

TalenTour vi aspetta alla visita in IIT a dicembre.

 

Giancarlo Gaimari

 

I LABORATORI DEL GRAFENE A GENOVA

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Alla “corsa all’oro” delle applicazioni del grafene l’Italia partecipa in modo rilevante: lo scorso giugno sono state infatti inaugurate, presso il parco scientifico ComoNext di Lomazzo (Como), le “Officine del Grafene”, il più grande stabilimento europeo per la generazione di fogli di grafene altamente puro.
Il primo modulo dello stabilimento ha una capacità produttiva di 30 tonnellate l’anno, ed è stato realizzato in modo da consumare una quantità limitata di energia e di non generare alcun tipo di emissione o scarto.

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