Archivio: Robotica

Open YARP Workshop – July 15th 2016

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Translation by Paola Gatto
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YARP (Yet Another Robot Platform) is the software that represents the nervous system of the IIT humanoid robots, from iCub, the robot platform spread over many research centers in the world, up to the most recent R1. With 10 years of development  behind it, YARP is launched as a highly reliable and first-class Open Source platform in comparison to other standards:  being a light, multiplatform and multiprotocol platform, it works on board the robots, on server, not to mention Android smartphone.yarp trasp

On July 15th, 2016 IIT and TalenTour offered an introductory workshop for software specialists, manager and entrepreneurs wishing to share the news about platform development. The platform stemmed from robotics, but it is ready for a wider use just at the time of most thriving hype applications on InternetOfThings. This took place just a few days before the official launch of the new R1 robot, the first humanoid robot, which was proposed as a commercial product for household applications.

TalenTour YARP Workshop team
TalenTour YARP Workshop team

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15 Luglio 2016 – Open YARP Workshop

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YARP (Yet Another Robot Platform) è  il software  che costituisce il sistema nervoso dei robot umanoidi di IIT, da iCub, la piattaforma robotica diffusa in molti centri di ricerca del mondo, fino all’ultimo nato  R1.  Con 10 anni di sviluppo alle spalle YARP si propone come piattaforma Open Source di altissima versatilità e qualità rispetto ad altri standard: leggero, multi piattaforma e multiprotocollo, funziona a bordo dei robot, su server o perfino su smartphone Android.yarp trasp

Il 15 Luglio 2016 IIT e TalenTour hanno offerto un workshop introduttivo, destinato a specialisti del software, manager ed imprenditori interessati a condividere lo sviluppo della piattaforma, che nasce nella robotica ma che è pronta ad un uso più ampio, proprio nel momento della massima crescita dell’hype sull’Internet Of Things. Tutto questo pochi giorni prima del lancio ufficiale del nuovo robot  R1, il primo umanoide proposto come prodotto commerciale per applicazioni domestiche.

TalenTour YARP Workshop team
TalenTour YARP Workshop team

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YARP Workshop in IIT – Pronti per il viaggio nel cuore di iCub?

15 Luglio 2016 – Open YARP Workshop

YARP (Yet Another Robot Platform) è  il software  che costituisce il sistema nervoso di iCub, la piattaforma robotica sviluppata all’IIT che è ormai diffusa in molti centri di ricerca nel mondo come sistema di sviluppo e di ricerca. Con 10 anni di sviluppo alle spalle, si propone come piattaforma Open Source di altissima versatilità e qualità rispetto ad altri standard: leggero, multi piattaforma e multiprotocollo, può funzionare nel cuore di iCub, su server o perfino su smartphone Android.

IIT e TalenTour propongono un workshop introduttivo, destinato a specialisti del software, manager ed imprenditori interessati a condividere lo sviluppo della piattaforma, che nasce nella robotica ma che è pronta ad un uso più ampio, proprio nel momento della massima crescita dell’hype sull’Internet Of Things.

Working on iCUB
Al lavoro su iCUB in IIT

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Il futuro è oggi: La robotica di Genova sul palco dell’I3 di Chicago

fabrizioUn evento speciale dedicato all’industria italiana, in cui la robotica genovese ha mostrato il suo grande valore. Grazie a Fabrizio Tubertini, abbiamo l’onore di una relazione diretta da qualcuno che alla manifestazione ha partecipato tra i protagonisti. E non è un caso se sul palco dell’I3 dove si incontrano le eccellenze italiane troviamo due realtà che come TalenTour conosciamo bene ed abbiamo incontrato fin dall’inizio: Telerobot Labs ed IIT.


 

Accade sovente nei film, ma confermo che succede anche nella realtà… un giorno qualsiasi (meno di un mese fa) squilla il telefono in Telerobot Labs, realtà attiva da circa 25 anni nel campo delle soluzioni robotiche (we solve problems through robotics): è l’ICE (Istituto per il Commercio Estero) che chiama… ci vogliono a Chicago il 30 marzo per il Manufacturing Forum.

 

“invexendo” è l’unica parola per descrivere lo stato d’animo che ci pervade: I3 Impact Innovate Integrate Italian and US discussion on manufacturing trends, questo il titolo del convegno al quale il nostro Founder David Corsini è invitato a raccontare la nostra storia, ma soprattutto il futuro che intravediamo in un panel dal titolo Robotics and Addictive Manufacturing insieme ad Arturo Baroncelli, Director of Business Relations, COMAU ed il Prof. Giorgio Metta dell’IIT di Genova, il tutto moderato da Kathleen Kennedy, President, MIT Technology Review, mica pizza e fichi.

ecco il video del Panel con David Corsini e Giorgio Metta

Ecco, già questa sarebbe una notizia: due realtà genovesi (TLabs & IIT), vengono inviate negli USA, insieme a Comau (un colosso!), a raccontare la loro vision nella patria dell’automazione industriale mondiale: Chicago.

invece c’è molto di più… infatti (e lo avrete sicuramente letto sui giornali in questi giorni), il 30 marzo fa tappa “con noi” anche il Premier Matteo Renzi, che apre il convegno al quale siamo stati invitati insieme al Sindaco della città Rahm Emanuel che, oltre ad essere il Mayor, è stato il Chief of Staff di un suo concittadino illustre che risiede tutt’ora a Washington: Barak Obama.

Renzi-Emanuel
Cliccando sull’immagine, si va alla pagina dell’evento!

Insomma standing stellare… citarli tutti sarebbe impossibile e – soprattutto – noioso per chi ha la pazienza di leggere fino in fondo questo articolo. Giornata di scambio e networking Italia-USA di altissimo profilo patrocinata da Presidenza del Consiglio, Confindustria ed ICE.

Ma tutto questo è la cornice, in realtà il 30 marzo è stata una di quelle giornate  da 48 ore anziché 24: alle 8.45 eravamo già in business brunch al Drake, un hotel che è un vero landmark di Chicago. La sorpresa è che mentre si alternano i rappresentanti ufficiali della delegazione ed il Sottosegretario (Ivan Scalfarono), arriva anche il Premier Renzi per un saluto veloce e per raccontarci le motivazioni che lo hanno spinto a volere fortemente una giornata di questo tipo. C’è spazio anche per domande e risposte veloci, insomma un inizio frizzante.

12932931_10207810432851235_4790612950231468959_nCome dicevo il programma è intenso e nel giro di poco veniamo trasferiti in pullman all’U+I Labs di Chicago, dove U+I sta per Universities plus Innovation, uno dei 20 incubatori voluto fortemente dal Presidente Obama per rilanciare l’innovazione tecnologica negli USA, e su questo ci sarebbe molto da riflettere. Qui c’è l’occasione per visitare la struttura, molto grande e moderna naturalmente, e ricevere un briefing sull’opportunità di stabilire una propria sede commerciale a Chicago, terza città degli Stati Uniti… ed anche qui c’è da imparare su come si “vende” il proprio territorio al meglio.

A questo punto speakers dei panel del pomeriggio e resto della delegazione vengono separati, in quanto i relatori incontrano i rispettivi moderatori e vengono informati sulle modalità di svolgimento dell’evento. Malgrado ciò, il programma della visita è comunque identico per resto del gruppo e speakers. Proseguiamo quindi con un veloce business lunch presso l’incubatore dove, per la prima volta, ci “mischiamo” alle controparti USA. Il parterre è assolutamente ad hoc e molto interessato ed attento alle proposte italiane. Il Team di Telerobot Labs, come al solito direi, si presenta con il giubbotto rosso aziendale che si rivela un simpatico escamotage… tutti vogliono conoscere the guys with the red jacket (ci siamo presentati così durante la veloce passerella introduttiva delle aziende partecipanti). La mattinata scorre veloce e gli scambi di informazioni, sembra uno business speed date, avvengono ad un ritmo sostenuto, ma ci piace così: pochi convenevoli e tanta sostanza. Dopo esserci rifocillati ed aver riempito le tasche di biglietti da visita dei nuovi contatti, veniamo nuovamente trasferiti, destinazione Università di Chicago. Qui, al sesto piano della sede dell’Ateneo  (che è un grattacielo in pieno centro), inizia la parte ufficiale.

I nomi da citare sarebbero troppi… naturalmente il Sindaco Ospitante ed il nostro Premier, preceduti dall’Ambasciatore Italiano negli US (il Dott. Verricchio), ci danno il benvenuto ed aprono le danze. Il pomeriggio è molto intenso, sala piena anche di TV e giornalisti (molti gli Italiani presenti al seguito del Premier). L’attenzione, riscontriamo poi, è focalizzata su quello che dirà Renzi e – successivamente – sul breve incontro con la stampa che concederà l’AD di FCA Sergio Marchionne. Sul contenuto vero dell’evento, cioè cosa hanno da raccontare le imprese ed i centri di eccellenza italiani, cala un po’ l’attenzione dei reporters nostrani, mentre quelli locali si affannano a fare domande ai relatori nel post evento. La vera sorpresa della giornata però, che si conclude con cena di gala dei relatori, insieme a moderatori, Sindaco, Premier ed Autorità varie, è proprio lui Sergio Marchionne: seduto in prima fila, non si è distratto un attimo, non ha perso una parola, quando ha avuto occasione ha fatto domande per “capire meglio”, non una distrazione, non un telefonino con cui messaggiare: una presenza vera ed attenta da parte dell’esponente di spicco di un gruppo che sicuramente può trarre vantaggio dall’hegde tecnologico rappresentato dalle eccellenze che hanno sfilato davanti a lui quel pomeriggio del 30 marzo. Per quanto ci riguarda un’occasione per farci conoscere ad un pubblico vasto e di qualità al quale confidare le nostre ambizioni di allargare gli orizzonti agli USA, non da semplici esportatori ma da azienda che trasferisce parte dei propri interessi oltreoceano… vedremo.

Ci sono sicuramente dei doverosi ringraziamenti da fare, perché organizzare questi eventi non è facile e renderli di successo lo è ancora meno; naturalmente le Istituzioni hanno fatto la loro parte: Presidenza del Consiglio, Missione Diplomatica Italiana negli USA, ICE e Confindustria naturalmente, ma a noi piace ricordare le persone che – sul campo – abbiamo visto fare la differenza: il DG di ICE e la Dottoressa Bisson di Confindustria, hanno fatto si che le aziende si siano sentite parte di una squadra, che gioca si in trasferta, ma conscia delle proprie capacità, e parte di progetto. Una bella e gradita novità per chi si reca all’estero a fare business.

Fabrizio Tubertini

 

 

 

 

 

 

Global Robot Expo – La robotica “habla Español”

“Credete che sia necessario o utile realizzare dei robot uguali agli esseri umani? Con le loro stesse capacità? O non sarebbe più utile progettare degli umanoidi migliori di noi? Con un occhio, un braccio, una gamba in più? Pensate solo a quanto potrebbe essere utile un terzo occhio dietro alla testa!” – Carlos Balaguer, professore dell’Università Carlos III di Madrid, esperto di altissimo livello di robot umanoidi

Dal 28 al 31 gennaio si è tenuta a Madrid la Global Robot Expo, fiera internazionale di robotica alla sua prima edizione, ma con grandi ambizioni per il futuro e l’obiettivo di diventare un evento di riferimento come già lo sono Automatica in Germania e Innorobo in Francia.

L’evento si è svolto nel Pabellón de Cristal de la Casa de Campo e ha riunito su un’area di 8.000 metri quadri più di 50 diversi espositori, tra cui Kuka, Schunk e Igus. Sono inoltre state organizzate più di 40 conferenze con speaker conosciuti a livello mondiale per i loro lavori nel campo della robotica.

La Spagna, pur essendo uno dei Paesi europei che è stato maggiormente colpito dalla crisi, vuole tornare a crescere e ad essere competitiva e punta molto sulla robotica. Tanto che secondo l’Associazione Spagnola di Robotica e Tecnologie di Automatizzazione della Produzione (AER-ATP) nei prossimi anni saranno investiti un paio di milioni nel settore e sono previsti quasi 2 milioni di nuovi posti di lavoro. Già nel 2013 la Spagna era all’ottavo posto nel mondo, e al quarto in Europa, per numero di robot industriali installati (soprattutto nel settore automobilistico).

Sempre per questo motivo è stata fondata HispaRob (Piattaforma Tecnologica Spagnola di Robotica) che riunisce imprese e centri di ricerca per favorire la comunicazione tra le due parti, in modo che dalla ricerca si arrivi a prodotti e servizi commercializzabili e utili per la società.

Le prime tre giornate sono state principalmente rivolte agli addetti ai lavori e si sono affrontati i temi della Robotica Industriale, della Robotica Assistenziale, dei droni e delle tendenze future. L’ultima giornata è stata invece pensata per il pubblico, e in special modo per bambini e ragazzi, organizzando workshop di Arduino e competizioni fra robot.

Pur essendo una fiera in primo luogo commerciale è stato dato comunque moltissimo spazio alla ricerca proponendo conferenze di altissimo livello. Non essendo possibile raccontarle tutte vediamone tre relative alla Robotica Assistenziale.

La foca Paro

La conferenza è stata tenuta dal professor Takanori Shibata, cioè colui che ha ideato e progettato questo robot nell’ormai lontano 1993.

Paro è un robot terapeutico a forma di cucciolo di foca, il cui obiettivo è quello di indurre effetti calmanti e rilassanti simili a quelli che si hanno quando si pratica la Pet Therapy con animali veri.

È dotato di numerosi sensori che gli permettono di rispondere alle carezze muovendo il corpo e la coda e aprendo e chiudendo gli occhi, oltre ad emettere suoni di piacere. Inoltre è in grado di simulare emozioni come felicità e sorpresa, rispondere ai suoni e imparare il proprio nome.

Si è visto nel corso deli anni che Paro apporta gli stessi vantaggi di un animale (migliora l’umore, riduce lo stress, aumenta la motivazione e la socievolezza) e risolve tutta una serie di problemi legati ad allergie, possibili infezioni o anche semplicemente legati ai regolamenti degli edifici dove sono ospitati i pazienti.

È utilizzato sia per gli anziani affetti da demenza o Alzheimer, e quindi soggetti a stati di profonda ansia, sia per bambini affetti da autismo, sindrome di Down o disordini comportamentali. Ultimamente lo si sta cominciando ad utilizzare anche per alleviare le sedute di chemioterapia. Per tutto questo Paro è entrato nel Guinnes World Record come “Most therapeutic robot” nel 2008.

Perché proprio una foca? Perché cani e gatti ci sono troppo familiari e la sensazione di accarezzare qualcosa di finto prevale su tutto il resto.

Ad oggi il Paese europeo che ha maggiormente adottato questo robot è la Danimarca, da cui arriva una storia molto significativa sulle potenzialità di Paro. È stato infatti utilizzato con una donna anziana affetta da demenza, immigrata moltissimi anni prima nel Paese, e che a causa della malattia aveva dimenticato il danese e ricordava solo la lingua del suo Paese di origine. L’utilizzo del robot la aiuta a ricordare la lingua in modo che possa comunicare con le persone che la assistono.

L’esoscheletro “Exo Muscle”

La conferenza è stata tenuta dal professor Hiroshi Kobayashi dell’Università di Tokyo, che è l’inventore di questo esoscheletro dotato di muscoli pneumatici.

L’obiettivo di questo ricercatore è il seguente: “To realize the world where whoever lives can live independently”. Tema molto sentito in Giappone, dove la percentuale di anziani che vive sola perché ancora in buona salute è molto elevata.

Come tutti gli esoscheletri permette di potenziare le capacità fisiche di chi lo indossa, in questo caso in particolare si va a potenziare la forza del soggetto, che grazie a questa struttura può sollevare pesi considerevoli con poco sforzo. Infatti sono i muscoli artificiali a farsene carico andando a ridurre notevolmente la pressione agente sulla colonna vertebrale.

I suoi punti di forza sono una grande leggerezza dei muscoli (meno di 200 grammi) che riescono però a generare una forza considerevole (fino a 200 kgf). Un altro aspetto molto importante è che indossare l’esoscheletro non interferisce con gli altri movimenti o azioni che la persona può voler compiere.

Gli utilizzi sono i più diversi, infatti può essere impiegato da personale infermieristico per sollevare i pazienti, da operai addetti a lavori pesanti e ovviamente da persone affette da problemi motori. Per questo motivo esistono diverse versioni proprio in base all’uso a cui è destinato.

L’esoscheletro ha permesso a moltissime persone di recuperare le proprie capacità motorie. Sono state citate molte storie, come quella di una centenaria che dopo aver utilizzato il dispositivo per 15 minuti al giorno per tre settimane è tornata a camminare in modo fluido, o quella di una donna di 74 anni che ha recuperato l’uso della gamba sinistra, perso in seguito a un ictus, dopo 3 mesi di esercizio.

Le neuroprotesi: quando è il cervello a comandare il robot

La conferenza è stata tenuta dal professor Jose del R. Millan della Scuola Politecnica di Losanna. Qual è la protesi ideale? Questo si è chiesto Millan quando ha incominciato a fare ricerca in questo ambito e la risposta è stata: quella che utilizza gli stessi segnali neurali di un arto vero.

E come si realizza una protesi del genere? Semplicemente, si fa per dire, decifrando l’intenzione di muovere l’arto. Per farlo si monitora l’attività della corteccia, dove si trova l’astrazione del movimento desiderato.

Le difficoltà maggiori sono legate al fatto che il cervello genera moltissimi impulsi di controllo (sia intenzionali che non intenzionali) ed è quindi necessario fare studi probabilistici per capire quando davvero vogliamo fare un certo movimento e quando no (tenuto conto che tutti gli impulsi non controllati possono essere visti come un rumore del segnale desiderato).

Fra i dispositivi che già utilizzano questa tecnologia sono stati mostrati la protesi di una mano e una sedia a rotelle (Brain controlled weelchair) pensata soprattutto per quelle persone che non possono muovere il joystick.

Al momento si sta investigando sull’Intention estimation. Per capire bene questo problema, Millan ha proposto al pubblico un esercizio molto semplice: lui avrebbe mostrato un serie di immagini in rapida sequenza e le persone avrebbero dovuto battere le mani solo quando l’immagine rappresentava un animale. Sembra un esercizio semplice ma in molti casi le persone hanno dovuto frenare l’atto di battere le mani. Il tempo che intercorre tra l’inizio del movimento e il contro ordine è di circa 800 ms. Attraverso algoritmi di intelligenza artificiale si sta cercando di abbassare questi tempi nelle neuroprotesi a 200 ms. Per farlo l’algoritmo deve principalmente anticipare le vere intenzioni della persona.

Si può in conclusione dire che allo stato attuale la ricerca e l’industria sono più indirizzate verso robot che invece di andare a sostituire l’essere umano lo vanno ad affiancare e ad aiutare. Non solo da un punto di vista assistenziale ma anche da un punto di vista produttivo. Sono infatti moltissime le aziende, a partire da Kuka, che puntano su bracci robotici pensati per lavorare nelle catene di montaggio in sinergia con un operaio in completa sicurezza.

Parallelamente si stanno anche sviluppando robot che possano sostituirsi all’uomo per dare indicazioni e/o informazioni, per insegnare (emblematico il caso di un professore giapponese che ha realizzato una sua copia robotica per tenere lezioni all’università via controllo remoto) o per aiutare i bambini nei compiti a casa. La domanda spontanea è se davvero robot di questo tipo siano utili o se in certi casi non sarebbe meglio poter dialogare con una persona vera. Dopotutto, come ha constatato Takanori Shibata, accarezzare un gatto robotico non ci darà mai le stesse sensazioni di accarezzare un gatto vero.

 

SilviaTerrileSilvia Terrile: sta attualmente svolgendo un tirocinio di 6 mesi nell’ambito del progetto Erasmus presso il Centro di Automatica e Robotica del Consiglio Superiore di Investigazione Scientifica a Madrid (CAR-CSIC).
Il lavoro svolto in questo tirocinio sarà l’oggetto della sua tesi per conseguire la laurea magistrale in Ingegneria Meccanica presso l’Università di Genova

CODEFROR – Ad IIT il congresso internazionale della Robotica Amica

 

foto AlessiaAlessia Vignolo: sta attualmente svolgendo un dottorato in Robotica Cognitiva presso l’Istituto Italiano di Tecnologia e il Dipartimento di Informatica, Bioingegneria, Robotica e Ingegneria dei Sistemi (DIBRIS) dell’Università di Genova.

Precedentemente, ha conseguito una doppia laurea in Ingegneria Robotica in lingua inglese (European Master on Advanced Robotics, per cui ha trascorso l’ultimo anno all’estero), ed ha ottenuto il diploma ISICT, risultando vincitrice di borsa di studio in entrambi i programmi. 

https://it.linkedin.com/in/alessiavignolo


Il 2 e il 3 dicembre si è svolto, presso l’Istituto Italiano di Tecnologia, un workshop internazionale organizzato all’interno del progetto europeo di CODEFROR (Cognitive Development for Friendly Robots and Rehabilitation) da Alessandra Sciutti, ricercatrice, e Giulio Sandini, direttore di dipartimento, di “Robotics, Brain and Cognitive Sciences” (RBCS) di IIT.

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CODEFROR è un progetto europeo nell’ambito dell’“International Research Staff Exchange Scheme” (FP7-MSCA-PIRSES-2013-612555), che indaga gli aspetti dello sviluppo cognitivo umano con il duplice obiettivo di sviluppare robot capaci di interagire con gli esseri umani in un modo amichevole e di progettare e testare i protocolli per la riabilitazione dei bambini disabili. I partner del progetto sono l’Istituto Italiano di Tecnologia, Università di Bielefeld in Germania, Università di Osaka e Tokyo in Giappone.

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Durante il workshop si sono susseguite presentazioni molto interessanti da parte dei relatori invitati (sia interni che esterni al progetto), con argomenti che vanno dalla robotica cognitiva alla cognizione umana, dalla interazione uomo-robot, alla riabilitazione robotica e sensoriale, dalla robotica chirurgica alle neuroscienze computazionali.

Di particolare rilevanza sono stati i keynote di speaker esterni, entrambi molto importanti nel loro campo: Dana Ballard (University of Texas) e Rajesh Rao (University of Washington).

 

 

I talk sono stati inoltre inframezzati da una ricca poster session, in cui gli studenti di dottorato hanno potuto  scambiarsi opinioni sui propri lavori con i colleghi degli altri istituti e mostrare i propri risultati ai partecipanti al workshop.

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Alessia Vignolo presenting the panel session to Matteo Aragone (ISICT president)

Il workshop si è poi concluso nel migliore dei modi con un tour nei laboratori di IIT, dove i ragazzi hanno fatto alcune dimostrazioni pratiche ed esplicative della ricerca nostrana, a partire dall’interazione uomo-robot con iCub fino all’utilizzo dei dispositivi per la riabilitazione motoria o dei non vedenti, avviando ulteriori collaborazioni con i partner in Germania e Giappone.

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The red iCub: Alessia Vignolo presenting iCub, with Minoru Asada (Osaka University department Director) and Rajesh Rao, Washington University.

Potete seguire gli eventi e i progressi di CODEFROR su twitter (@codefror) e sul sito (https://www.codefror.eu/) !

Alessia Vignolo

Lab tour for the participants: visit to iCub
Lab tour for the participants: visit to iCub

 

GENOVA, CAPITALE DELLA ROBOTICA

Dopo un anno di successi, a dicembre TalenTour torna nel luogo dove ha iniziato le proprie attività: l’Istituto Italiano di Tecnologia

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Per festeggiare l’evento abbiamo contattato i migliori talenti della robotica presenti a Genova:

Giorgio MettaGiorgio Metta, direttore del dipartimento IIT “iCub Facility”, dove guida lo sviluppo del robot umanoide iCub (iCub è un “cucciolo umano” di robot, un progetto partito nel 2003 per studiare i meccanismi della cognizione umana). Autore di oltre 200 pubblicazioni, è anche professore di Robotica Cognitiva all’Università di Plymouth (UK). Le sue attività di ricerca riguardano la robotica bioinspirata, con particolare attenzione verso lo studio e la realizzazione di sistemi artificiali dotati di capacità di apprendimento automatico.

Giulio SandiniGiulio Sandini, direttore presso l’IIT del dipartimento “Robotics, Brain and Cognitive Sciences” (RBCS) e docente di Bioingegneria all’Università di Genova. Autore di oltre 300 saggi e di cinque brevetti internazionali, svolge attività di ricerca nel campo della visione biologica e artificiale, delle neuroscienze computazionali e cognitive e della robotica, con l’obiettivo di comprendere i meccanismi neurali del coordinamento senso-motorio umano e dello sviluppo cognitivo, sia da una prospettiva biologica che artificiale.

Alessandra SciuttiAlessandra Sciutti, ricercatrice del dipartimento RBCS presso l’IIT, focalizzata sul controllo motorio, sull’integrazione sensomotoria e sull’interazione uomo-robot, in collaborazione con un gruppo multidisciplinare (esperti di robotica, psicologi, neuroscienziati).
Ha lavorato presso il Laboratorio di Robotica dell’Istituto di Riabilitazione di Chicago e presso il Laboratorio di Robotica emergente dell’Università di Osaka.

Con loro TalenTour ha studiato una proposta interessantissima per qualsiasi esperto e appassionato di robotica.

In data 2 e 3 dicembre sarà possibile partecipare alla conferenza di CODEFROR che si terrà presso l’IIT in Via Morego 30, Genova.

La partecipazione al workshop è gratuita, ma richiede una registrazione per scopi organizzativi.

Il programma dettagliato e il modulo di iscrizione sono disponibili sul sito web del laboratorio: https://www.codefror.eu/events.

La scadenza per la presentazione della registrazione e dell’abstract è il 25 novembre.

L’evento è organizzato congiuntamente dal progetto europeo CODEFROR (COgnitive Development for Friendly RObots and Rehabilitation), di cui è responsabile Alessandra Sciutti, e il “JSPS  Core to Core program: Competitive Partnership on Cognitive Neuroscience Robotics”.

CODEFROR è un progetto europeo nell’ambito del “International Research Staff Exchange Scheme” (FP7-MSCA-PIRSES-2013-612555), che indaga gli aspetti dello sviluppo cognitivo umano con il duplice obiettivo di sviluppare robot capaci di interagire con gli esseri umani in un modo amichevole e di progettare e testare i protocolli per la riabilitazione dei bambini disabili.
I partner del progetto sono l’Istituto Italiano di Tecnologia, Università di Bielefeld in Germania, Osaka e Tokyo in Giappone.
La pagina web del progetto è: https://www.codefror.eu/.

Il programma del workshop è costituito da due giorni di presentazioni da parte di relatori invitati che vanno dalla robotica cognitiva alla cognizione umana, dalla interazione uomo-robot, alla riabilitazione robotica e sensoriale, dalla robotica chirurgica alle neuroscienze computazionali.
Tra gli speaker: Minoru Asada, Yukie Nagai and Takashi Fujikado (Osaka University), Jochen Steil and Friederike Eyssel  (Bielefeld University), Rajesh Rao, (University of Washington), Gabriel Baud-Bovy, Cristina Becchio, Fabio Benfenati,  Luca Brayda, Leonardo De Mattos, Monica Gori, Hagen Leman, Pietro Morasso, Giulio Sandini (IIT).

 

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Qualche giorno fa TalenTour ha avuto anche l’opportunità di incontrare Giorgio Metta in un Pint of Talent, che  è stato l’occasione per capire meglio come è organizzato l’iCub Facility e quali sono i risultati di questo laboratorio che tutto il mondo ci invidia.

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Giorgio ci ha spiegato che oggi l’applicazione della robotica nel quotidiano è diventata una realtà consolidata, traguardo che sarebbe stato totalmente impensabile trent’anni fa.

Il principale scopo per cui sono nati i robot è quello di aiutare le persone anziane nello svolgere compiti facilitando la vita di tutti i giorni.

Giorgio è convinto che le potenzialità siano tantissime e che un futuro in cui le persone saranno affiancate da robot non è così lontano.

Per chi non lo conoscesse ancora, iCub è un robot androide costruito dall’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova.
Alto 104 cm e pesante 22 kg, la sua estetica e le sue funzionalità ricordano quelle di un bambino di circa quattro anni.
Il robot umanoide iCub sta imparando a stare in piedi e a mantenere l’equilibrio anche nell’interazione fisica con le persone.

Grazie alla pelle artificiale che gli permette di avere 4000 punti sensibili su tutto il corpo, iCub è in grado di misurare in ogni istante i contatti e le forze che riceve dall’esterno, rispondendo con movimenti adeguati a mantenere l’equilibrio. Queste nuove capacità saranno utili quando, nel prossimo futuro, iCub coabiterà con l’uomo negli ambienti domestici e dovrà muoversi in maniera sicura per sé e per gli altri. Infatti, non cadrà se sarà urtato e potrà interagire con gli uomini anche solo attraverso il corpo e il tatto.

 

Durante il Pint of Talent Giorgio ci ha spiegato che iCub è pronto a crescere e a cambiare aspetto: avrà lo stesso volto della versione vecchia, ma sarà più robusto e più alto, sarà alimentato a batteria e perciò potrà muoversi liberamente nei laboratori, ma soprattutto non sarà più solo perchè potrà collegarsi con il cloud attraverso la rete wireless, e avrà funzioni simili a quelle di uno smartphone per assistere chi ne ha bisogno 24 ore su 24.

Grazie a TalenTour questa meraviglia tecnologica potrà essere vista in IIT a fine dicembre.

Infatti venerdi 18 dicembre sarà organizzato uno special tour presso i laboratori iCub Facility e RBCS di IIT.

Presto la pagina di registrazione sarà disponibile sul nostro sito.

Al Pint of Talent con Giorgio ha partecipato anche Matteo Luzzi, studente di ingegneria meccanica a Genova e portavoce di tutti i suoi colleghi di corso.

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La sua presenza  e le sue indicazioni sono servite ad organizzare al meglio la visita, facendone un evento essenziale per la formazione di studenti universitari.

TalenTour vi aspetta alla visita in IIT a dicembre.

 

Giancarlo Gaimari

 

Festival della Scienza – La Robotica per la Vita

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Venerdì 30 Ottobre si è svolta l’ultima visita organizzata da TalenTour nell’ambito del programma del Festival della Scienza:
Festival della Scienza

davidSiamo stati accolti da David Corsini, fondatore di Telerobot Labs, che anche questa volta è riuscito, con la sua grande passione per il suo lavoro, a tenere viva l’attenzione dei 18 partecipanti al tour per 90 minuti filati.

L’argomento principale di questa visita è stata la robotica applicata al campo biomedicale per scopi diagnostici, chirurgici e riabilitativi.

Innanzi tutto David ha spiegato che il robot non deve essere visto solo come l’umanoide dell’immaginario collettivo, ma bensì come una macchina a supporto delle attività umane per garantire maggior precisione e per ridurre il rischio di errori. Ha poi illustrato le problematiche e le sfide che vengono affrontate con un’occhio verso il futuro, chiarendo l’importanza di una stretta cooperazione tra chi fa industria e chi fa ricerca. Non deve esserci competizione, ma collaborazione

tlrbtlbs2Abbiamo avuto la possibilità di vedere in azione un robot che è in grado di ripetere con la massima precisione i movimenti del braccio sano e, sfruttando il meccanismo dei neuroni specchio (qui un’intervista al prof. Giacomo Rizzolatti scopritore dei neuroni specchio), è utilizzato per la riabilitazione.

David ci ha poi mostrato con (giusto) orgoglio FEX (Fingers Extending eXoskeleton), fexun guanto esoscheletrico sviluppato da Telerobots Labs per la riabilitazione della mano in pazienti colpiti da ictus, e al quale ora stanno lavorando per rendere il suo ausilio adattativo alla riposta muscolare e nervosa del paziente.

Si è poi parlato del metodo che usa Telerobot Lab per arrivare a proporre e realizzare soluzioni, ogni cliente ha un suo problema e richiede la sua soluzione personalizzata.

Insomma 90 minuti, animati anche dalle diverse domande interessantissime da parte di un pubblico appassionato e curioso, che si sono conclusi con un brindisi ed una fetta di focaccia!!Grazie David!!

Luca Magnanelli

 

An Ocean of Talent!

TalenTour is proud to announce the participation to OCEANS’15 program with two technical company visits in Genova!

The visits will be cross discipline: the ocean is the main  theme but the contents will spread from virtual and augmented reality to underwater robotics, connecting  the visitors with  two  very advanced and talented companies.

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May the 18th – ETT User Experience  between People and Technology

Visit Report

 

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May the 22nd – Telerobot Labs – Deploy a pipelines on the seabed

Visit Report

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Vists are open to everyone, but seats are limited so priority will be given to OCEANS’15 delegates.

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May 22nd – Workshop with Telerobot Labs: Deploy pipeline on seabed

22nd of May 2015, h17:00 in Genova, free of charge
use the button below to submit for attendance to the workshop with

Telerobot Labs

This workshop is organised by TalenTour and Telerobot Labs,  a young and  highly skilled SME operating in advanced engineering and tele-robotics.

With several deployments in Offshore, Medical and Nuclear industries this team focus on delivering innovative but pragmatic solutions to modern customers real needs.

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This event follows on from the first successful visit held on the 15th February and organised by TalentTour as part of its programme aimed at discovering and promoting the local technological excellence.

In this workshop Mr Corsini, founder and CEO of Telerobots Labs, will guide through some examples of modern challenges such as the seabed pipeline project, and will highlight how this technology can reshape the process of problem-solving in engineering by adding another dimension to its final solution.

The Workshop is held in conjunction with the conference OCEAN’S15 MTS/IEEE.

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22nd of May 2015, h17:00 in Genova, free of charge
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Telerobot Labs