Archivio: Smart Micro Optics

LenXmart, ABBI e Glassense: tre giovani imprese genovesi che amano la vita

La ricerca volta al miglioramento della vita umana, amplificando i nostri sensi o compensandone l’eventuale deficit. Questo è il filo conduttore che unisce molte giovani aziende che stanno nascendo nell’ambito dell’Istituto Italiano di Tecnologia, che alla ricerca per la vita ed ispirata alla vita affianca il costante impegno per trasformare la ricerca in impresa.

Abbiamo recentemente incontrato tre gruppi di ricerca che stanno compiendo questa evoluzione: si tratta di LenXmart (progetto Smart Micro Optics)ABBI (Audio Social Tech) e  Glassense.

Dedichiamo a queste tre eccellenze nascenti un post di approfondimento, per il particolare interesse delle applicazioni, e perchè contiamo di tornare presto sull’argomento delle tecnologie per la vita e le opportunità che questo settore presenta per nostro territorio.

LenXmart – Il microscopio digitale in tasca

Andrea Antonini

Andrea Antonini si occupa di ricerca su cellule cerebrali, progettando ed usando speciali sonde endoscopiche: si tratta quindi di lenti molto piccole e molto speciali. Il suo spirito imprenditoriale e l’ambiente favorevole alla sperimentazione dell’IIT lo hanno portato a riflettere su una semplificazione della tecnologia sulla quale lavora per renderla accessibile, fino a progettare una lente super economica e di facile uso, applicabile (senza adesivi: contatto puramente elettrostatico) a qualsiasi smartphone per trasformarlo in un microscopio digitale.

La lente LenXmart si alla fotocamera di un qualunque smartphone.
La lente LenXmart si alla fotocamera di un qualunque smartphone.

Sono pronte e disponibili per test pre-mercato le lenti  per ingrandimenti ottici x10 – per foto macro ad alta definizione, e x20 (per foto/indagini microscopiche), a cui vanno poi sommati gli ingrandimenti digitali disponibili sullo smartphone, mentre è ancora in fase di sperimentazione la lente per ingrandimenti ottici di 100 volte.

Le applicazioni sono infinite, a cominciare dall’uso
didattico, o amatoriale. La sua invenzione consente di
esplorare il micro mondo e condividere facilmente con gli
amici le proprie esperienze microscopiche.

Un particolare del fiore di camomilla che ho fotografato con la lente donatami da Andrea
Un particolare del fiore di camomilla che ho fotografato con la lente donatami da Andrea

Ma le applicazioni professionali sono quelle più interessanti. Pensate all’uso in dermatologia, in botanica, agricoltura o biologia.
Pensate alle possibilità derivanti da ottenere immagini utili
per analisi diagnostiche in qualunque luogo ed a bassissimo
costo: con la lente 100x Andrea ha fotografato i suoi globuli rossi su un vetrino.

Globuli rossi fotografati con lo smartphone
Globuli rossi fotografati con lo smartphone

Andrea produce i suoi prototipi direttamente con le attrezzature dell’istituto, ma è pronto ad entrare in produzione di volume, ed il passaggio dall’idea alla produzione è avvenuto a tempo di record, proprio grazie alla possibilità unica di avere a disposizione anche per la fase di industrializzazione la competenza ed i materiali più avanzati nei laboratori dell’IIT, senza doversi impegnare in investimenti altrimenti insostenibili.

Andrea ha recentemente vinto la selezione ligure della SmartCup  2015, avendo quindi la possibilità di presentare la sua innovazione ed idea imprenditoriale alle selezioni nazionali.

Usiamo il video pitch girato da Andrea per l’occasione per sapere qualcosa di più del progetto.

 

ABBI – la riabilitazione visiva comincia nella primissima infanzia

Monica Gori

Studi recenti hanno dimostrato che non è vero che chi non ci vede ha una migliore acutezza di udito. E’ invece vero che con i sensi sani, chi ha una disabilità visiva può esercitarsi a compensare l’handicap con gli altri sensi creando nuove strutture mentali e migliorando le opportunità di integrazione.

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Secondo Monica Gori ed il team di ABBI questa operazione di riabilitazione, basata sul senso dell’udito, può cominciare dai primissimi mesi di vita, e lo sta dimostrando con una sperimentazione che sta diventando impresa. Ce lo hanno spiegato durante la visita di TalenTour del 18 Dicembre 2015 al dipartimento RBCS (Robotics, Brain and Cognitive Sciences) di IIT, dove siamo stati accolti al mattino da Caterina Ansuini e Andrea Cavallo, che hanno svolto una dimostrazione per tutto il gruppo dei visitatori, e nel pomeriggio da Sara Finocchietti per un breve approfondimento.

“ABBI” sta per “Audio Bracelet for Blind Interaction”, che nella sintesi dell’inglese riassume il concetto di Braccialetto Audio di supporto all’interazione per persone non vedenti.

Lasciamo le spiegazioni alla stessa Monica Gori, che dirige il team di ABBI, in un video girato in occasione della partecipazione del team, con il nome di Audio Social Tech alla SmartCup Liguria.

Monica ha dato una spiegazione più lunga ma molto suggestiva in occasione dell’evento TEDx Porto Antico, ad Ottobre a Genova.

Glassense: il super udito è una realtà!

Luca Brayda e Luca GiulianiVi siete mai resi conto che sentite meglio una persona quando la guardate direttamente? Non è una illusione. Il cervello umano è in grado di focalizzare l’udito anche grazie alla direzione del nostro sguardo e quindi della nostra attenzione.

Questo effetto si perde nelle persone che necessitano di apparecchio acustico, perché l’apparecchio acustico amplifica ogni suono che riceve, incluso il rumore di fondo, rendendo più difficile focalizzare l’attenzione su una sorgente sonora, per esempio una persona che parla di fronte a noi in un ambiente rumoroso.

Il team di Luca Brayda, che abbiamo incontrato insieme a Luca Giuliani, sta risolvendo questo problema con Glassense, abbinando ad un apparecchio acustico un sistema di filtraggio direzionale montato su un paio di occhiali speciali.

Luca Giuliani con il prototipo di Glassense
Luca Giuliani con il prototipo di Glassense

Sulle stanghette della montatura sono montati quattro microfoni per lato. L’elaborazione degli otto diversi segnali elaborati dal software sviluppato interamente dal team, consente di distinguere il suono proveniente da ogni direzione, riproducendo poi nell’apparecchio acustico la combinazione  desiderata del suono generato di fronte e di quanto ricevuto dalle altre direzioni.

In linea di principio sarebbe possibile annullare quasi completamente il rumore di fondo, anche se per l’uso normale la percezione del rumore ambientale è indispensabile per motivi di sicurezza: mi interessa sentire bene chi mi parla in un marciapiede affollato, ma devo anche sentire l’autobus che mi sta arrivando alle spalle per potermi allontanare dalla strada!

Oltre agli ambiti medicali e riabilitativi su persone con disabilità uditiva, questa tecnologia presenta interessanti opportunità in applicazioni professionali su utenti normodotati. Mi vengono in mente facilmente molte situazioni in cui è importante poter migliorare la percezione sonora da una direzione specifica… per non tirare in ballo il super udito di Superman!

Tutta l’elaborazione avviene in un piccola scheda elettronica, progettata per poter essere miniaturizzata e comunicare direttamente con lo smartphone dell’utente per essere controllata.

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Il progetto Glassense è realizzato in collaborazione tra molti partners, nell’ambito del consorzio Si4Life. Ancora non costituisce una startup indipendente ma nel consorzio sono presenti aziende specializzate in  occhiali, assistenza e riabilitazione e sviluppo software, con il coordinamento di  Linear srl di Genova, specializzata in apparecchi acustici.

Abbiamo avuto una interessantissima e divertentissima presentazione di gruppo durante il TalenTour in IIT della mattina del 18 Dicembre, con un gruppo di stutenti di ingegneria che hanno apprezzato il funzionamento del progetto e le caratteristiche “trendy” del prototipo. Nel pomeriggio Luca e Luca hanno avuto la pazienza di incontrarci nuovamente per un utile approfondimento.

Ecco qualche link di approfondimento:

Nel sito iit

Nel sito del consorzio Si4Life

Ed un video prodotto dall’IIT in cui Luca e Luca presentano direttamente il loro progetto.

 

Smart Cup Liguria: La difficile scelta tra i talenti Liguri

 

Un importante evento di innovazione in Liguria, raccontato da un inviato molto speciale: uno dei giurati  che hanno avuto il difficile compito di decidere quali idee premiare!


Foto CV Bella_1Matteo Aragone: è coordinatore scientifico di Genova 2021 e Presidente di Alumni Isict. Dopo aver conseguito una doppia laurea tra Università di Genova e Télécom ParisTech e aver trascorso 5 anni a Sophia Antipolis presso Amadeus, dove ha coordinato progetti internazionali e depositato diverse domande di brevetto, è tornato a Genova convinto di poter dare il suo piccolo contributo per portare innovazione sul nostro territorio.

La SmartCup Liguria si è conclusa il 26 novembre, i verdetti sono scritti: nella categoria principale vince Smart Micro Optics, spinoff di Iit che promette di vendere lenti da applicare sui smartphone per simulare un microscopio, le startup selezionate per accedere al Premio Nazionale dell’Innovazione sono Holaboat, Audio Social Tech e Fluid Smart Grid.
Ho avuto modo di seguire da vicino i lavori della SmartCup Liguria nel ruolo di giurato e, può sembrare una frase fatta, scegliere i vincitori non è stato un compito facile. Eccezion fatta per qualche proposta ancora acerba (ma il compito di una SmartCup è anche far nascere idee anche a chi non avrebbe mai pensato di diventare imprenditore), il livello è stato alto, sia per l’innovatività delle idee sia per la concretezza dei contenuti. Il merito di questo risultato va sicuramente ascritto agli organizzatori della SmartCup (Valeria Rainisio, Silvia Pedemonte e Roberto Merlo di Filse) e più, in generale, a un territorio che ha saputo organizzare numerose iniziative a favore dell’imprenditorialità: Unige, Iit, Camera di Commercio, Confindustria Genova e Genova 2021 sono solo alcune delle realtà che hanno contribuito al crescere del “movimento startup” in Liguria. Molto resta da fare, Fondazione Ricerca Imprenditorialità è un nuovo attore che contribuirà ad un ulteriore balzo in avanti, ma la strada è quella giusta.

L’evento è stato presentato da Manuela Arata, presidente del Festival della Scienza, che con la sua passione dimostra che la ricerca scientifica non deve essere confinata ai laboratori, ma diffusa tramite eventi di divulgazione e il trasferimento tecnologico. Anche l’assessore Edoardo Rixi trova parole positive, afferma che i risultati di SmartCup testimoniano la vitalità del territorio e sostiene che la giunta vuole sostenere le startup tramite incentivi attraverso il disegno di legge per la Crescita (Growth Act).

Ma torniamo ai premi: chi sono e soprattutto cosa fanno le startup?

  • Categorie principali:
    • Vincitore assoluto e categoria industrial: Smart Micro Optics  Spinoff di Iit che progetta di vendere lenti da applicare sugli smartphone per simulare un microscopio.
      smartmicroptics (2)
    • Ict social innovation: Holaboat. Sull’onda della sharing economy, è una piattaforma che permette di condividere barche, una sorta di AirBnb per escursioni marine.logo-holaboat
    • Life science: AudioSocialTech Spinoff di Iit, nato da un progetto europeo per aiutare bambini non vedenti a interagire con il mondo tramite un braccialetto intelligente.audiosocialtech
    • Cleantech: Fluid Smart Grid Metering. Spinoff di Unige specializzato nel perfezionamento delle smart grid.smartfluid
  • Menzioni speciali
    • Pari Opportunità: Holaboat
    • Social: Audio Social Tech
    • Miglior Presentazione: Talos. È uno spinoff di Unige specializzato nella security nel mondo app, ha vinto l’edizione precedente della StartCup di Unige..
  • CCIAA
    • È uno spinoff di Iit che progetta nuovi soluzione innovative nel settore robotica per chirurgia di precisione
  • SmartCup di Unige
    • FluidSmartGrid
    • Wellnx:società biomedica per il telecontrollo di persone anziane
    • BGP: Spinoff di Unige specializzata nella consulenza nel settore edile
  • Talent Garden
    • Talos
    • FlairBit  Spinoff di Unige specializzata nel middleware
    • Spesando (Unige) app per aiutare a fare la spesa scegliendo il supermercato migliore nelle vicinanze.

Tra i numerosi vincitori, mi fa piacere vedere l’ottimo risultato di Talos, spinoff nato da un dottorando iscritto ad Alumni Isict, l’associazione di cui sono presidente e relativa ai laureati che si sono distinti nella loro carriera accademica e hanno terminato il prestigioso percorso di Isict. Tra i nostri soci, non posso non citare Saverio Murgia e Luca Nardelli soci fondatori di Horus che, nello stesso giorno della Smart Cup Liguria, hanno sfiorato l’impresa concludendo tra i finalisti del Premio Marzotto, il più importante a livello italiano per le startup.

Sperando di avervi interessato, vi invito a continuare a seguire Talentour: nelle prossime “puntate” vedremo le interviste ai vincitori di Alberto Balbi e Federica Laureri di Global Shapers, l’associazione per giovani under 30 che puntano a migliorare il nostro territorio seguendo le indicazioni del World Economic Forum.

Matteo Aragone