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WyLab – Chiavari

Chiavari – Fino a settembre 2015 era la sede del Liceo Classico Delpino in via Gagliardi. Recentemente e’ diventata la sede di WyLab, il laboratorio dell’innovazione, dove lo sport si fa start up.

E’ stato un pomeriggio denso di storie di successo, decisamente legate all’Italia, raccontate da persone della nostra terra. Il palcoscenico e’ stato allestito lungo il corridoio dell’ex-istituto che un tempo brulicava di teen-ager del liceo negli intervalli tra una lezione e l’altra. Ai giorni nostri tra i divanetti colorati va in scena il confronto, gli stimoli, lo sviluppo delle idee e dei prodotti destinati a rivoluzionare il mondo dello sport. E nel corso delle presentazioni dell’evento si sono intrecciati i temi del venture capital, dei modelli di business e della tecnologia, con le opportunita’ della Silicon Valley e lo stile di vita che offrono cittadine come Chiavari.

Per gli amici che si sono radunati per l’evento organizzato da StartupY e’ stato approntato un mega-schermo. Prima ha fatto da cornice e supporto agli speech e poi, per dare continuita’ al tema dominante legato alle storie d’Italia, verso sera ha mandato in onda il sofferto trionfo della nostra Nazionale contro la Spagna agli ottavi di finale del torneo Europeo.

Con il coordinamento di Paolo Marenco di StartupY e l’ospitalita’ di Vittoria Gozzi di WyLabil capitolo principale dell’agenda si e’ concentrato sulle esperienze di innovazione di Matteo Campodonico (WyScout), Fabrizio Capobianco (Tok.TV) di passaggio a Chiavari, e Stefano Bernardi (Italian Startup Scene) collegato via Skype da Trento.

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Fabrizio, l’imprenditore con presenza stabile in Silicon Valley a favore del capital funding, ci ha ricordato che i talenti nello sviluppo software si trovano in Italia. Per Tok.TV ha dato vita ad un modello di “azienda liquida” con i collaboratori sparsi un po’ in tutte le regioni d’Italia e persino a Londra, salvo poi riunire tutto il team a Chiavari ogni tre mesi per parlare di strategie. Questa volta tutti quanti all’evento, in concomitanza con il ritiro estivo presso l’incubatore di WyLab. Ci ha raccontato che cosa e’ Tok.TV, di quando si e’ ritrovato solo a guardare le partite in televisione e di come e’ nato il bisogno di condividere le emozioni del momento con gli amici sparsi per il mondo e che un tempo sedevano sul divano insieme a lui davanti alla TV. La storia e’ condensata in un video promozionale che ci ha mostrato in anteprima a testimonianza che dall’idea ne e’ scaturito un prodotto innovativo ed integrato con le piattaforme dei piu’ grandi club internazionali: oltre otto milioni di utenti, partnership con club del calibro di Real Madrid, Barcellona e Juventus. La storia di Fabrizio risale a esperienze imprenditoriali precedenti, tra cui Funambolche ha lo stesso modello di business: in Silicon Valley ci sono gli elementi High Tech dove le aziende crescono meglio, ma il SW si fa in Italia.

Matteo si e’ piacevolmente dilungato sugli aneddoti salienti del percorso durato 12 anni che lo ha portato a diventare imprenditore di successo che a Chiavari ha fondato ed ha sviluppato un’azienda leader nel Mondo nel Football video platform. Da WyScout, il modello e’ stato replicato con WyLab: la qualita’ della vita’ per chi sta a Chiavari e’ una cosa irrinunciabile e si puo’ fare azienda internazionale anche da qui! Dai primi video in VHS condivisi con il mister della squadra di calcio locale, ai primi DVD propinati al mister del Genoa di allora, alla sensazione che occorreva tramutarsi in impresa per poter fare sul serio, di strada ne e’ stata fatta. Grazie al supporto sapiente di Tonino, al secolo Antonio Gozzi, che ha giocato un ruolo fondamentale come Business Angel, il progetto imprenditoriale si e’ tramutato in un’azienda di 300 persone, con laboratori anche in Europa dell’Est e Sud Africa e con una diffusa rete di distribuzione su cui conta di fare sinergia WyLab per i propri progetti high tech (vedere l’articolo di Matteo Macor su “La Repubblica” per un quadro di cosa di cosa bolle in pentola). Tornando a WyScout, la piattaforma SW dei video di coaching e scouting di calcio per la formazione dei talenti ora annovera tra i suoi contenuti il repertorio di campioni come Messi. I maggiori clienti? Serie A, Serie B ed altri 80 club all’estero che rappresentano il 95% del business.

Infine Stefano, che con Italian Startup Scene gruppo su Facebook fondato nel 2010 e con 22.000 iscritti, e con il fondo di VC Mission and Market ha gettato le basi del suo successo a San Francisco. Ora e’ rientrato in Italia stabilendosi a Trento dove ha ritrovato le condizioni di vita migliori senza rinunciare ai collegamenti con le principali citta’ d’Italia, e continuando a coltivare le relazioni con San Francisco.

Ma “fare un’app non significa fare impresa”, ed Antonio Gozzi ha sottolineato come la selezione delle start-up spesso mette in luce che non tutti hanno le basi imprenditoriali, ed occorre lavorare sulle persone per dare successo alle idee di innovazione e poter poi accedere all’acceleratore di start-up di WyLab.

A corredo, Paolo Marenco ha raccontato del legame tra Silicon Valley e la Liguria, parlando dell’iniziativa partita 12 anni fa il Silicon Valley Study Tour, quest’anno alla 27esma e 28esima edizione: una settimana per studenti selezionati da tutta Italia ed una per manager ed imprenditori, con il patrocinio di Jeff Capacio fondatore dell’associazione dei manager italiani in SV con 500 membri affiliati.

 

Dalla Liguria al Piemonte, il legame con Silicon Valley si chiama ConnecTo: 7 ragazzi dell’Università di Torino, con un progetto di crowfunding per gettare un ponte tra Torino e la Silicon Valley. Anche loro presenti in sala e sul palco con il proprio speech.

 

A seguire, Roberto Bonzio, giornalista e ideatore del progetto Italiani di Frontiera, che ha combinato la frontiera del West con la quella dell’innovazione di oggi, ci ha raccontato della storia di Amadeo Peter Giannini banchiere statunitense di origine italiane tra i fondatori della Bank of America, una storia di chi ha sempre investito sugli altri e sul talento, facendo emergere personaggi del calibro di Walt Disney, Charlie Chaplin, e Hewlett & Packard.

E per rimanere in tema di sport, la serie-TV Sport Crime raccontata dai protagonisti Luca Tremontin e Daniela Scalia ha concluso la serie di interventi prima del break in terrazzo con focaccia e vermentito in attesa del fischio d’inizio.

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